martedì 27 dicembre 2016

Recensione Il pastore d'Islanda di Gunnar Gunnarsson


La terra può essere ostile all'uomo da chiudersi completamente davanti a lui, lasciandolo in balia di se stesso. Ma Benedikt trovò la soluzione. E' questo il compito dell'uomo, forse l'unico al mondo: trovare una soluzione.
Non darsi per vinto.



 Il pastore d'Islanda
Gunnar Gunnarsson

Iperborea | 04 novembre 2016  | 135 pagine | cartaceo 15,00 € |  Ebook 2,99 €

Il Natale può essere festeggiato in tanti modi, ma Benedikt ne ha uno tutto suo: ogni anno la prima domenica d’Avvento si mette in cammino per portare in salvo le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali delle greggi. Nessuno osa sfidare il buio e il gelo dell’inverno islandese per accompagnarlo nella rischiosa missione, o meglio nessun uomo, perché Benedikt può sempre contare sull’aiuto dei suoi due amici più fedeli: il cane Leó e il montone Roccia. Comincia così il viaggio dell’inseparabile terzetto, la "santa trinità", come li chiamano in paese, attraverso l’immenso deserto bianco, contro la furia della tormenta che morde le membra e inghiotte i contorni del mondo, cancellando ogni certezza e ogni confine tra la terra e il cielo. È qui che Benedikt si sente al suo posto, tra i monti dove col tempo ha sepolto i suoi sogni insieme alla paura della morte e della vita, nella solitudine che è in realtà "la condizione stessa dell’esistenza", con il compito cui non può sottrarsi e che porta avanti fiducioso, costi quel costi, in un continuo confronto con gli elementi e con se stesso, per riconquistare un senso alla dimensione umana. Nella sua semplicità evocativa, Il pastore d’Islanda è il racconto di un’avventura che diventa parabola universale, un gioiello poetico che si interroga sui valori essenziali dell’uomo, un inno alla comunione tra tutti gli esseri viventi. Esce per la prima volta in Italia un classico della letteratura nordica che ha fatto il giro del mondo e sembra aver ispirato Hemingway per Il vecchio e il mare, considerato in Islanda il vero canto di Natale.

Il pensiero di Blog Expres

Quest'anno durante l'evento "Più libri. Più liberi", la fiera della piccola e media editoria, ho acquistato alcuni libri pubblicati dalla casa editrice Iperborea, tra cui "Il pastore d'Islanda" di Gunnar Gunnarsson e sono davvero felice del mio acquisto, perchè leggere "Il pastore d'Islanda" a Natale è stata una delle esperienze di lettura più belle del 2016!!
Si tratta di un classico della letteratura islandese, il titolo originale è "Advent" ed è una storia dedicata al periodo che precede il Natale: l'Avvento! Il protagonista è Benedikt, un pastore islandese  di cinquantaquattro anni che ogni anno prima di Natale parte da solo e si avventura tra i monti islandesi sfidando la neve e il vento gelido del nord alla ricerca delle pecore smarrite che hanno perso la strada durante i pascoli autunnali. In realtà Benedikt non è proprio solo, ma ad accompagnarlo nel suo viaggio ci sono anche un cane curioso e allegro di nome Leò e un montone saggio chiamato Roccia. Questo gruppetto "male assortito" che gli abitanti delle fattorie dove fanno sosta chiamano "la Trinità", ogni anno per ventisette anni si mette in cammino e il lettore non può fare a meno di seguirli tra le tormente di neve lungo paesaggi incantati.
"Il pastore d'Islanda" di Gunnar Gunnarsson è un libro intriso di spiritualità e chiunque, al di là della propria fede, può immedesimarsi, perchè Benedikt è un uomo che si mette in cammino non solo per rendersi utile e fare del bene, ma soprattutto per conoscere se stesso e per confrontarsi con i propri limiti. Ciò che mi ha commosso di Benedikt è la sua purezza d'animo e la sua forza di volontà ottenute attraverso i suoi "pellegrinaggi" tra i ghiacci islandesi, ma anche il suo essere in armonia con il creato, la sua capacità di gioire delle piccole cose e di prendersi cura di chi ha intorno fosse anche solo un montone con il naso ghiacciato.
I suoi compagni di viaggio sono due animali umanizzati, perchè sembrano avere un carattere proprio come gli esseri umani. Sia il cane Leò che il montone Roccia danno il loro prezioso contributo alla missione, Leò con il suo fiuto infallibile riesce a trovare le pecore smarrite, mentre Roccia le raduna e le indirizza averso la strada del ritorno a casa. Inoltre Leò con il suo entusiasmo e la sua allegria tiene alto il morale della ciurma, mentre Roccia è più introverso, ma il suo essere riflessivo e saggio impedisce al gruppo di cacciarsi nei guai. E così il gruppo "male assortito" diventa un terzetto invincibile che nessuno può fermare neanche una tormenta di neve!
Le ambientazioni sono semplicemente splendide e incantate!!! L'autore attraverso una descrizione asciutta e minimale riesce a trasmettere al lettore le caratteristiche di un paesaggio montano estremamente ostile e avverso, dove la luce del giorno dura pochissime ore.
Perchè quello era un angolino remoto della terra, appartato e pacifico, dove quasi solo il cielo era in guerra. E per il resto muschio e licheni vivevano la loro vita stentata sulle pietre, vita con cui il Creatore, nel corso dei secoli, trasforma in terra la pietra eruttata dai crateri, trasforma il fuoco della terra in vegetazione  su cui si posa la rugiada di mezza estate, e la brina nelle notti d'autunno.
Lo stile narrativo è avvincente e fluido e il libricino, pur essendo scritto negli anni Trenta conserva una freschezza che lo rende attuale e di grande interesse anche per l'uomo e la donna del Nuovo Millennio!
"Il pastore d'Islanda" di Gunnar Gunnarsson è il canto di Natale del popolo islandese eppure ha una tale potenza espressiva da poter essere una storia universale in cui ciascuno di noi può trovare tanti spunti di riflessione!
Non posso che consigliarvene una lettura soprattutto in questo periodo dell'anno!!!


 Chi non l'ha mai bevuto in una buca nella terra, a trenta gradi sotto zero e in mezzo a un deserto di montagne e tempesta, non sa cos'è il caffè.



Post di Maria Milani

2 commenti:

  1. Questo libro mi ispira tantissimo! La casa editrice Iperborea l'ho scoperta da poco ma ha un catalogo bellissimo, per ora ho letto solo "L'anno della lepre" ma voglio continuare assolutamente!

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    1. Ah, "L'anno della lepre" l'ho adocchiato anche io *-* Buona scleta Violet!!! Pure io ho scoperto Iperborea di recente e me ne sono subito innamorata!!! Buon anno nuovo! A presto Maria

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