giovedì 21 giugno 2018

Recensione Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway [Mondadori]



Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce.



Il vecchio e il mare
 Ernest Hemingway


Mondadori | Collana Oscar Moderni 2017  | 125 pagine | cartaceo 12,00€ | Ebook 7,99€

Trama

Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago trova la forza di riprendere il mare: questa nuova battuta di pesca rinnova il suo apprendistato di pescatore e sigilla la sua simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi. nella lotta quasi a mani nude contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione finalmente sconfitta. Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura. E, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita. Postfazione di Fernanda Pivano.

Il pensiero di Blog Expres

E' davvero difficile esprimere in poche righe l'immensa bellezza de "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway e lo spettro di emozioni che mi ha trasmesso questa breve ma intensa lettura.
Il protagonista è Santiago, un vecchio pescatore che non prende un pesce da ottantaquattro giorni attirando su di sè l'etichetta di "sfortunato" da parte della comunità di pescatori dell'Avana. Nonostante ciò Santiago fa un nuovo tentativo e si avvia ancora una volta al largo nella Corrente del Golfo e quando finalmente i suoi sforzi sembrano essere premiati dovrà lottare duramente contro una serie di difficoltà che si abbatteranno su di lui.
Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti.
Come molti personaggi di Hemingway, Santiago è lo "sconfitto-vincitore" ovvero colui che riesce a trasformare la sconfitta in qualcosa di positivo. Ciò che in lui colpisce è la profonda umanità e sensibilità che contrastano con la crudezza e la violenza della pesca stessa.
Mangia in modo che la punta dell'amo ti entri nel cuore e ti uccida, pensò. Sali con comodo e lascia che ti metta nel corpo la fiocina. Bene. Sei pronto? Ti sei fermato abbastanza a tavola?
 Il paradosso di Santiago che mentre uccide il pesce spada ne prova rispetto e pietà, ma va avanti nel suo intento perchè sa che con la sua carne sfamerà molte persone, è lo stesso paradosso che si rintraccia in Hemingway, grande amante della caccia e della pesca eppure nemico della "vera violenza" come quella politica e militare che troppo spesso conducono a soprusi e a sopraffazione. A tale proposito merita di essere ricordato il suo lavoro di giornalista durante la Seconda Guerra Mondiale il cui orientamento antifascista ha attirato su di sè la censura e il divieto di pubblicazione dei sui libri in Italia.
Poi gli dispiacque che il grosso pesce non avesse nulla da mangiare e il dispiacere non indebolì mai la decisione di ucciderlo. A quanta gente farà da cibo, pensò. Ma sono degni di mangiarlo? No, no di certo. Non c'è nessuno degno di mangiarlo, con questo suo nobile contegno e questa sua grande dignità.
Lo stile narrativo de "Il vecchio e il mare" risente molto dello stile giornalistico dell'autore che descrive le vicende di Santiago con grande realismo e con un ritmo serratissimo quasi da "radio cronaca" che rende la narrazione spedita, avvincente e piena di colpi di scena!
Hemingway ha più volte ribadito che "Il vecchio e il mare" è una storia priva di simbolismi, ma ad ogni modo il lettore non può fare a meno di trovare in essa innumerevoli spunti di riflessione: la speranza e la caparbietà di fronte alle difficoltà della vita, la solidarietà espressa da personaggio del giovane Manolin che pur costretto ad abbandonare il vecchio nel lavoro di pescatore, lo continuerà ad accudire nella vita domestica, l'eterna lotta dell'uomo che cerca di vincere sulla natura...
La vera protagonista del romanzo è la morte, tema ricorrente nei romanzi di Hemingway che per tutta la vita cercherà di "combatterla"  attraverso la scrittura fino a che, non essendo più in grado di scrivere a causa di una grave depressine si arrenderà ad essa ponendo fine alla sua vita con un fucile da caccia...
Il pescatore infligge la morte ai pesci, ma nello stesso tempo rischia di morire ogni volta che prende il largo secondo uno schema che i critici letterari hanno definito "trilogia del cacciatore, del cacciato e della morte".
L'ambientazione è l'oceano al largo dell'Avana e "Il vecchio e il mare" è sicuramente un tributo all'isola di Cuba che lo ha accolto come seconda patria. Qui lo scrittore americano ha probabilmente trascorso il periodo più felice della sua vita e oltre alla scrittura, ha dato libero sfogo ad un'altra grande passione, la pesca, a bordo della sua barca "Anita" che in una lettera da Cuba ha descritto come "lunga trentaquattro piedi, efficientissima in mare e più che veloce...".
Hemingway con la sua grande sensibilità e maestria nei suoi romanzi ha dato voce alle persone più semplici ed umili verso le quali è facile identificarsi. Sarà per questo che i Cubani ancora oggi lo ricordano con grande affetto chiamandolo Papa Hemingway e custodiscono come "santuari" i luoghi da lui frequentati e amati come l'Ambos Mondos Hotel, i suoi bar preferiti come il "Floridita" e la "bodeguita del Medio" e la "Finca Vigìa", la sua villa in collina alle porte de L'Havana che oggi sono mete turistiche per tutti gli amanti dei suoi libri e anche io ho avuto la fortuna di visitarli due anni fa durante la mia luna di miele e vi posso assicurare che sono luoghi così affascinanti che non mi stupisce affatto che Hemingway se ne sia innamorato a tal punto da trarre ispirazione per scrivere le pagine migliori della sua letteratura!


Non lo disse ad alta voce perchè sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.




Post di Maria Milani

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