giovedì 12 luglio 2018

Recensione Salvare le ossa di Jesmyn Ward [NNE]







Dare la vita a qualcuno significa capire per cosa vale la pena combattere. E che cos'è l'amore.





Salvare le ossa
 Jesmyn Ward

NNE | 16 aprile 2018  | 316 pagine | cartaceo 19,00 € | e-book 8,99 €

Trilogia di Bois Sauvage
#1 Salvare le ossa
#2 Sing, Unburied, Sing
#3 When the LineBleeds


Un uragano minaccia la città di Bois Sauvage, Mississippi. Esch ha quattordici anni ed è incinta; suo fratello Skeetah ruba avanzi di cibo per i cuccioli di pitbull che stanno morendo nella polvere, mentre Randall e Junior cercano di farsi valere in una famiglia che sembra non conoscere la solidarierà. Nei dodici giorni che precedono l'arrivo devastante dell'uragano Katrina, i quattro fratelli orfani di madre si sacrificano l'uno per l'altro come possono. Uno sguardo potente e straziante sulla povertà rurale, Salvare le ossa è un romanzo rivelatore e reale, innervato di poesia.


Il pensiero di Blog Expres


Angoscia, squallore, violenza.
Pur riconoscendo il valore narrativo di "Salvare le ossa" non riesco a scrollarmi di dosso lo stato d'animo negativo che mi ha lasciato la lettura del primo libro della Trilogia di Bois Sauvage pubblicata in Italia da NNE.
Jesmyn Ward narra le vicende di quattro fratelli afro americani che vivono nello stato del Mississipi in una zona chiamata "La fossa" che è una via di mezzo tra una palude e una discarica...
Esch è l'unica femmina dei quattro e tutta la storia è raccontata attraverso la sua voce narrante. E' una ragazza che ha una bassa stima di se stessa e ciò la spinge a commettere una serie di errori come quello di innamorarsi di Manny, il ragazzo peggiore della comitiva.
Manny è un egoista ed egocentrico, un ragazzo molto scorretto non solo con Esch, ma anche con gli altri suoi fratelli. L'ho davvero detestato e in alcuni momenti avrei voluto prenderlo a pugni!
Secondo me Medea ha provato la stessa cosa per Giasone quando l'ha conosciuto e si è innamorata di lui; forse l'ha visto e ha sentito un fuoco divorante attraversarle il petto, un fuoco che le faceva bollire il sangue prima di evaporare, caldissimo, da ogni centimetro di pelle. E' una sensazione così forte che non riesco a capire come mai non la provi anche Manny.

giovedì 5 luglio 2018

Recensione La ragazza con la Leica di Helena Janeczek [Guanda]




Perchè una donna che al fronte ci andava quasi ogni giorno, 
non doveva somigliare a un soldato?







La ragazza con la Leica
Helena Janeczek

Guanda | 07 settembre 2017  | 333 pagine | cartaceo 18,00 € | e-book 9,99 €



Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

Il pensiero di Blog Expres

Il gran giorno è arrivato! Questa sera verrà proclamato il vincitore della LXXII edizione del prestigioso Premio Strega e "La ragazza con la Leica" di Helena Janeczek fa parte dei libri finalisti!
Non ho avuto ancora l'occasione di leggere gli altri libri che fanno parte della cinquina, quindi non posso fare confronti, posso solo dirvi che il libro di Helena Janeczek si è rivelata una lettura  interessante e particolare.
Attraverso una ricostruzione storica molto ben documentata, l'autrice narra le vicende biografiche di una donna esistita davvero, ma prematuramente caduta nell'oblio ovvero la fotografa di guerra Gerda Taro morta sul campo di battaglia mentre documentava la Guerra di Spagna.
Gerda è stata anche la donna del famosissimo fotoreporter Robert Capa, colui che l'ha amata e gli ha insegnato ad usare la Leica coinvolgendola nel lavoro di reporter di guerra.
Le coppie si lasciano o restano insieme per motivi imperscrutabili, magari anche perchè lo stesso uomo che così spesso ti esaspera, riesce comunque a farti ridere.
Ciò che ho apprezzato di più del libro della Janeczek è l'originalità dell'impianto narrativo. Infatti il ritratto di Gerda Taro emerge dal ricordo di tre persone a lei molto care che attraverso il loro punto di vista alternato narrano la sua breve vita e i rapporti che hanno avuto con lei.

venerdì 29 giugno 2018

Recensione La domenica della rivoluzione di Wendy Guerra [Elliot]





A Cuba qualsiasi cosa può succedere, 
non bisogna meravigliarsi di niente.





La domenica della rivoluzione
 Wendy Guerra

Elliot | 30 marzo 2017  | 191 pagine | cartaceo 16,50 € | non disponibile in e-book


Cleo è una giovane poetessa che vive all'Avana, e la sua vita cambia radicalmente nel giro di un anno. Prima muoiono in un incidente stradale i suoi genitori, due scienziati molto vicini al Regime, poi arriva la notizia della vittoria di un premio letterario in Spagna. Avere successo all'estero la rende sospetta agli occhi della Seguridad di Stato, che la controlla dovunque, e diviene complicato per Cleo trovare un luogo dove sentirsi accettata: all'Avana la considerano una privilegiata, una che può viaggiare e accedere ai sogni vietati ai cubani, mentre la comunità degli esuli che frequenta in Messico la considera una potenziale spia perché ha scelto di restare a vivere a Cuba. L'arrivo di Geronimo Martines, un famoso attore hollywoodiano giunto a Cuba per realizzare un film su un leggendario eroe della rivoluzione, apre scenari inattesi sulla storia familiare di Cleo e su alcune carte occultate dal Regime, Una storia dall'ambientazione ricca di fascino e inquietudine che, in un crescendo di tensione, svelerà al lettore e alla stessa protagonista alcune verità scomode sulla sua famiglia che tutti sembrano invece conoscere da tempo.

Il pensiero di Blog Expres

Wendy Guerra mi ha riportato tra le strade polverose e affascinanti de L'Havana raccontando una storia molto cruda e dolorosa ovvero quella di Cleo, una giovane poetessa che rimane sola al mondo dopo un misterioso incidente automobilistico in cui perde entrambi i genitori.
Da quel giorno la sua vita cambia radicalmente non solo per la perdita di mamma e papà, ma anche perchè vincendo un premio letterario in Spagna diventa una potenziale dissidente per il rigido regime castrista.
Puniscono te o i tuoi libri? Censurano le tue idee o il tuo atteggiamento?Esiste davvero qualcuno in quell'ufficio di proibizioni o c'è solo una segretaria che riceve e restituisce i libri senza neanche sfogliarli?

giovedì 21 giugno 2018

Recensione Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway [Mondadori]



Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce.



Il vecchio e il mare
 Ernest Hemingway


Mondadori | Collana Oscar Moderni 2017  | 125 pagine | cartaceo 12,00€ | Ebook 7,99€

Trama

Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago trova la forza di riprendere il mare: questa nuova battuta di pesca rinnova il suo apprendistato di pescatore e sigilla la sua simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi. nella lotta quasi a mani nude contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione finalmente sconfitta. Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura. E, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita. Postfazione di Fernanda Pivano.

Il pensiero di Blog Expres

E' davvero difficile esprimere in poche righe l'immensa bellezza de "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway e lo spettro di emozioni che mi ha trasmesso questa breve ma intensa lettura.
Il protagonista è Santiago, un vecchio pescatore che non prende un pesce da ottantaquattro giorni attirando su di sè l'etichetta di "sfortunato" da parte della comunità di pescatori dell'Avana. Nonostante ciò Santiago fa un nuovo tentativo e si avvia ancora una volta al largo nella Corrente del Golfo e quando finalmente i suoi sforzi sembrano essere premiati dovrà lottare duramente contro una serie di difficoltà che si abbatteranno su di lui.
Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti.

lunedì 18 giugno 2018

Cosa sono le Case Editrici indipendenti?




Buon giorno bella gente, come ve la passate? Tra i miei buoni propositi del 2018 c'era quello di ridurre le letture troppo commerciali per dedicarmi di più a libri pubblicati da Case Editrici Indipendenti. Siamo a metà anno ed è quindi giunto il momento di dare inizio alle danze prima che sia troppo tardi!
Il mio interesse o curiosità nei confronti delle Case Editrici Indipendenti nasce dopo avere partecipato a "Più libri. Più liberi", la fiera della piccola e media editoria che si tiene ogni anno a Roma nel mese di dicembre.
Questo non significa che non leggerò più un best seller o che farò dei post avvelenati contro i  Big dell'editoria, assolutamente no, ma dal momento che parlo di libri e che lo faccio gratis senza che nessuna casa editrice o autore mi abbia mai pagato per promuovere un prodotto editoriale, penso sia carino dare voce anche alla piccola e media editoria che pubblica libri di qualità e che non ha i potenti mezzi dei colossi editoriali.


A questo punto la domanda nasce spontanea:

Cos'è una casa editrice indipendente?

lunedì 11 giugno 2018

Recensione Blue di Kerstin Gier [Tea Libri]





Lost in Fantasy e' una rubrica ideata da Blog Expres a cadenza mensile dove si parlerà di anteprime e recensioni di film e libri di genere Fantasy!

       

Ogni epoca è una sfinge, che si precipita nell'abisso non appena il suo enigma è stato risolto.




Blue di Kerstin Gier

Tea Libri  | 2013  | 345 pagine | cartaceo 12,00 € | Ebook 7,99€

La trilogia delle gemme
#1. Red
#2. Blue
#3. Green

Gwendolyn ha tutte le ragioni di questo mondo per pensarla così. Ha scoperto di non essere una normale ragazza londinese, bensì una viaggiatrice nel tempo che i Guardiani – una setta segreta che ha sede nel dedalo di vie intorno a Temple Church – invia nelle epoche passate per prelevare una goccia di sangue dai dodici prescelti e completare il Cronografo, una missione misteriosa che i Guardiani perseguono da secoli. Seguito delle avventure di Red, primo libro della saga, Blue ci immerge in nuovi viaggi nel tempo: aumentano gli intrighi, le cospirazioni si moltiplicano, così come gli enigmi da risolvere e i pericoli per Gwendolyn. Lei si sta preparando all’incontro cruciale con il misterioso conte di Saint Germain nel XVIII secolo (e perciò è sottoposta a noiosissime lezioni di inchino e di portamento), mentre il suo unico pensiero è l’amato Gideon. Ma in Blue Gwen scoprirà anche di possedere la “magia del corvo”, che le permette di vedere e parlare con gli spiriti e con Xemerius, il suo nuovo amico gargoyle.

Il pensiero di Blog Expres

Parlare del secondo libro di una serie senza fare spoiler è un'impresa davvero difficile, ma cercherò ugualmente di trasmettervi quanto mi sia piaciuto "Blue" senza rovinarvi il gusto di leggerlo!
A volte i secondi libri di una serie si perdono nel nulla e spesso viene da chiedersi quale sia la loro utilità, ciò non avviene con il secondo capitolo della "trilogia delle gemme"!
Lo so che recensire un libro sottolineando quanto la sua lettura sia stata divertente può essere  decisamente démodé, ma è davvero quello che ho provato! Sono stata felice di incontrare di nuovo Gwendolyn, sempre più pasticciona e caparbia e il fascinoso Gideon che ha sicuramente qualcosa da nascondere, ma se continua a fare il doppio gioco con la mia Gwen lo prendo e lo sculaccio!
La storia riprende lì dove si era interrotta ovvero dal bacio tra i due viaggiatori nel tempo nel confessionale di una chiesa londinese...
Le relazioni sentimentali tra due viaggiatori nel tempo non hanno mai goduto di una buona stella finora.

lunedì 28 maggio 2018

Arsenico & merletti #4 Recensione Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle [Salani]



Omicidio, Watson.
Raffinato, freddo e deliberato.
Non mi chieda i particolari.




Il mastino dei Baskerville
Arthur Conan Doyle

Salani | 18 maggio 2017  | 229 pagine | cartaceo 10,00 € | Ebook 6,99€


"L’alone soprannaturale che ammanta il caso è un’esca troppo appetitosa per la straordinaria capacità di osservazione e di deduzione di Sherlock Holmes, che come sempre coinvolge nelle sue indagini anche il fido dottor Watson, formidabile spalla per le sue battute e il suo ingegno. […] Dopo aver letto Sherlock Holmes, quel suo vizio di studiare le persone diventa contagioso. Ancora oggi, tutte le volte che leggo un libro di Conan Doyle sull’autobus, gli inconsapevoli passeggeri diventano materia per le mie esercitazioni. Come Sherlock, mi piace provare a ricostruire fitte storie a partire da semplici dettagli. Chissà se indovino".
ALESSIA GAZZOLA

Il pensiero di Blog Expres

Sir Arthur Conan Doyle ha scritto una moltitudine di racconti con protagonista Sherlock Holmes e quattro romanzi, tra cui "Il mastino dei Baskerville".
Quest'ultimo pubblicato nei primi anni del Novecento costituisce sicuramente una particolarità rispetto a tutta l'opera di Doyle, perchè qui l'aspetto soprannaturale sembra la caratteristica dominante rispetto al Giallo deduttivo.
Infatti da secoli sul nobile casato dei Baskerville grava la leggenda di un mastino infernale e di una maledizione che sembra colpire ogni membro della famiglia che è destinato ad una morte improvvisa, cruenta e avvolta nel mistero.
Quando anche Charles Baskerville viene ritrovato morto in circostanze misteriose, l'erede chiede aiuto al detective più famoso d'Inghilterra per fare luce sul caso...
L'idea di una qualche presenza spettrale lo ossessionava, e in più di un'occasione mi ha chiesto se nel corso delle mie visite notturne avessi visto qualche strana creatura o udito il latrato di un mastino.

venerdì 25 maggio 2018

Recensione Snob di Julian Fellowes [Neri Pozza]




Allora vuoi sposare un uomo ricco?




 Snob
Julian Fellowes

Neri Pozza | 2005  | 349 pagine | cartaceo 16,50€ | Ebook 6,99€

C'è stato un tempo in cui la tribuna della Royal Enclosure ad Ascot era davvero un luogo sacro, in cui principi e duchesse, famose bellezze e milionari passeggiavano sui prati curati in haute couture , e Edoardo VIII poteva accogliere l'incauto aristocratico che osò presentarsi un giorno in giacca di tweed con un: "Sta andando a caccia di topi, per caso?". Oggi, però, tra i visitatori della Enclosure fanno bella mostra di sé soprattutto uomini d'affari di mezza età accompagnati da consorti in chiassose mise di chiffon. I membri della più ristretta e antica aristocrazia inglese non hanno, tuttavia, cessato per questo di trarre un piacere quasi commovente dal vestirsi e comportarsi ad Ascot come se fossero a un elegante ed esclusivo evento fatto apposta per loro, e se ne vanno in giro per la Royal Enclosure salutandosi l'un l'altro come se partecipassero a un raduno ai giardini di Ranelagh nel 1770. Dalle gradinate della tribuna, Edith Lavery, la giovane e attraente figlia di un noto revisore di conti londinese, li sta, in questo momento, guardando con curiosità e attenzione. Edith non conosce nessuno di loro, nessun principe e nessuna duchessa, anche se, dopo il cocktail party che ha dato al Claridge, è stata ricevuta dalle figlie di svariati pari d'Inghilterra, compreso un duca. La sua frequentazione dell' upper class londinese (della "corte", come dice con una certa ironia sua madre) è però finita lì. Del resto, Edith non vive in un castello in campagna, ma in un appartamento su Elm Park Gardens, nella parte sbagliata di Chelsea; e la galleria dei ritratti della sua famiglia si arresta miseramente al nonno di suo padre, immigrato ebreo giunto in Inghilterra nel 1905 per sfuggire ai pogrom del defunto e non compianto zar Nicola. In compagnia di un attore e di una coppia di amici, Edith attende con pazienza l'arrivo della famiglia reale e pensa che nessun conte, nessun principe e nessun duca noterà la sua grazia giovanile, il suo elegante tailleur di lino celeste, il suo cappellino tondo senza tesa che le scende lievemente sulla fronte e le dà un'aria frivola e così sobria e chic, così in netto contrasto con le matrone di Ascot e i loro fronzoli di organza. Quello che l'attraente figlia del revisore di conti ignora è che, subito dopo la giovanile figura di Zara Phillips, l'unica esponente della famiglia reale presente in succinto abbigliamento da spiaggia, davanti ai suoi occhi appariranno i lineamenti carnosi e affabili di Charles, conte di Broughton, erede del marchese di Uckfield, figlio di Lady Uckfieldy, la celebre e terribile Googie, ancien riche che ha accresciuto la sua ricchezza con la Thatcher e l'ha raddoppiata con l'accomodante New Labour, aristocratico purissimo e… suo prossimo consorte. Con la sua scrittura elegante, misurata e ironica, che "ricorda Jane Austen e Ewelyn Waugh" (Tim Lott), Julian Fellowes ci offre, con Snob, un romanzo esilarante che ci svela i codici, i rituali, le abitudini di un mondo ostinatamente chiuso in se stesso e ossessionato dal pericolo di nouveaux riches e parvenus d'ogni specie.

Il pensiero di Blog Expres

Julian Fellowes è lo sceneggiatore di "Downton Abbey", vincitore del Premio Oscar alla migliore sceneggiatura originale per il film "Gosford Park", nonchè autore del romanzo "Belgravia", quindi era inevitabile che le mie aspettative verso il suo primo romanzo "Snob" fossero abbastanza elevate.
La mia esperienza di lettura con questo libro è stata davvero strana, ma la cosa più importante è che si è conclusa in maniera positiva.
Il romanzo si è rivelato più impegnativo del previsto, perchè l'autore con dovizia di particolari narra le vicende di Edith, un'arrampicatrice sociale che riesce ad entrare nel mondo dorato della nobiltà inglese sposando Charles, conte di Broughton.
La cosa davvero curiosa è che iniziando a leggere il libro si ha l'impressione che le vicende siano ambientate nell'Ottocento per poi scoprire che i fatti in realtà sono ambientati ai giorni nostri ovvero durante gli Anni Novanta, a dimostrazione di quanto sia stantio e ammuffito lo stile di vita della nobiltà inglese che viene descritta dall'autore con un frizzante ironia.
Tutte le vicende sono raccontate dal punto di vista di un certo attore, amico di Edith, di cui il lettore non riuscirà mai a scoprire il nome, ma che seguirà le vicende attraverso il suo acume e senso critico.
Il libro di Julian Fellowes si potrebbe definire un trattato sociologico sulla società inglese, in particolare nobiltà e alta borghesia, che è un micro cosmo fatto di Bon Ton e ipocrisia dove la noia, avvolta in carta velina, regna sovrana!
Gli inglesi dicono sempre che non dovevi disturbarti di ringraziarli quando, di tutte le razze sulla terra, sono proprio quelli che se la legano a un dito se non lo fai.

venerdì 4 maggio 2018

Recensione Red di Kerstin Gier [Tea Libri]





Lost in Fantasy e' una rubrica ideata da Blog Expres a cadenza mensile dove si parlerà di anteprime e recensioni di film e libri di genere Fantasy!

       

Dodici cifre, dodici viaggiatori nel tempo, dodici pietre preziose, dodici tonalità musicali, dodici ascendenti, dodici passi per creare la pietra filosofale...




Red di Kerstin Gier

Tea Libri  | 2013  | 329 pagine | cartaceo 11,00 € | Ebook 5,99€

La trilogia delle gemme
#1. Red
#2. Blue
#3. Green

Per l'amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all'altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l'aiuto dell'inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all'altezza del nome dei Montrose. E poi c'è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l'umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante... Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo...

Il pensiero di Blog Expres

"La trilogia delle gemme" è pubblicata in Italia da Corbaccio, io però sto leggendo la serie in edizione economica edita da Tea Libri e fin dalle prime pagine di "Red" mi sono chiesta per quale cavolo di motivo io abbia aspettato così tanto a leggerla!
Quando ho iniziato "Red" avevo voglia di un libro divertente, scorrevole e ben scritto e Kerstin Gier ha centrato l'obiettivo in pieno donandomi una lettura originale e avvincente che ha di gran lunga superato le mie aspettative!
Rosso rubino, che ha la magia del corvo nel cuore, chiude il cerchio dei dodici in sol maggiore.

domenica 22 aprile 2018

Arsenico & merletti 3 Recensione L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes [Neri Pozza]




Qualcuno voleva ucciderla e quel qualcuno lei lo conosceva.



L'assassinio di Florence Nightingale Shore
  Jessica Fellowes

Neri Pozza | 16 novembre  2017  | 397 pagine | cartaceo 18,00 € | Ebook 9,99€

Serie "I delitti Midford"
#1 L'assassinio di Florence Nightingale Shore
#2 Inedito - uscirà nell'autunno del 2018


È il 1919 e Louisa Cannon sogna di sfuggire a una vita di povertà e, soprattutto, all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti "offrendo" la nipote a uomini di dubbia reputazione. La salvezza di Louisa è un posto di lavoro presso la famiglia Mitford ad Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire. Dopo diverse peripezie Louisa riesce a farsi assumere. Diventerà istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy - una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie. Ma quando un’infermiera - Florence Nightingale Shore, figlioccia della sua celebre omonima - viene assassinata in pieno giorno su un treno in corsa, Louisa e Nancy si troveranno per caso coinvolte nelle indagini del giovane e timidissimo Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra, Brighton & South Coast e nei progetti criminali di un assassino che farà di tutto per mantenere segreta la propria identità… Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di gialli intitolata I delitti Mitford, ambientata negli anni Venti e Trenta con protagoniste le sei "leggendarie" sorelle Mitford.

Il pensiero di Blog Expres

"L'assassinio di Florence Nightingale Shore" di Jessica Fellowes è il primo libro della serie "I delitti Mitford", pubblicato in Italia da Neri Pozza ed arrivato come finalista al Premio Bancarella 2018.
Il libro è ispirato a un fatto di cronaca nera realmente accaduto e rimasto irrisolto: l'infermiera di guerra Florence Nightingale Shore fu davvero aggredita sul treno per Brighton il 12 gennaio 1920 e morì pochi giorni dopo in ospedale.
L'autrice ha fatto un grande lavoro di ricostruzione storica delle indagini attraverso gli articoli di giornale dell'epoca.
Anche le sorelle Midford sono personaggi reali, ma il coinvolgimento nella vicenda è frutto dell'immaginazione dell'autrice. E qui purtroppo sono incappata nella prima delusione... Leggendo sulla quarta di copertina quanto segue "questo è il primo romanzo di una serie di gialli intitolata I delitti Mitford, ambientata negli anni Venti e Trenta con protagoniste le sei "leggendarie" sorelle Mitford", ho ingenuamente pensato che qualcuna delle sorelle avrebbe indossato i panni di un'insolita detective.
Invece nel libro sono tutte bambine tranne la maggiore Nancy Mitford che in realtà sarà una specie di aiutante dei detective che sono Louisa Cannon, l'inserviente della Nursery e Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra, Brighton & South Coast.

martedì 27 marzo 2018

Una stanza tutta per sè #10 Mrs Dalloway di Virginia Woolf


Alcune cose da sapere prima di leggere questo libro





"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Buon giorno carissime lettrici e ben tornate nel salotto virtuale di Virginia Woolf!
Oggi è un giorno speciale, perchè parleremo di uno dei capolavori dell'autrice britannica a cui è ispirata questa rubrica ovvero la nostra amatissima Virginia Woolf!
Per poter apprezzare appieno "Mrs Dalloway" è necessario conoscere alcune cose sull'autrice e anche su quest'opera che altrimenti potrebbe risultare ostica ad un pubblico di lettori poco incline alla letteratura.
Non lasciatevi intimorire e tuffatevi (senza sassi nelle tasche) tra le pagine di  "Mrs Dalloway"!




Trama

Un mercoledì di metà giugno del 1923, Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa, che la sera riunirà nella sua casa una variopinta galleria di personaggi. Tra gli altri: Peter Walsh, l'amante respinto, appena tornato dall'India, e l'amica tanto amata, più di ogni uomo, Sally Seton. Per le strade di Londra passeggia anche Septimus Warren Smith, il deuteragonista del romanzo. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. Clarissa ha cinquant'anni, è ricca. Septimus ne ha appena trenta, è povero e traumatizzato dall'esperienza feroce e violenta della guerra, in cui ha perduto non solo l'amico Evans, ma ogni pace. Eppure i due, senza mai incontrarsi, semplicemente sfiorando gli stessi luoghi, comunicano. Con sapienza straordinaria Virginia Woolf, giunta con questo al suo quarto romanzo, tesse il filo sottile di corrispondenze, echi, emozioni che creano un'opera di grande intensità. Dove un uomo e una donna sconosciuti l'uno all'altra sono accomunati dallo stesso amore e terrore della vita, che li porterà, nell'accettazione (femminile) o nel rifiuto (maschile), ad affermarne comunque l'inestimabile valore.

Il pensiero di Blog Expres

Virginia Woolf è considerata la più grande scrittrice d'avanguardia del Novecento europeo, per tanto quando ci si accinge a leggere una delle sue opere bisogna avere la consapevolezza di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente innovativo per l'epoca.

Prima innovazione - Lo stile narrativo
In Virginia Woolf c'è una rottura con le tecniche narrative del romanzo realistico "tradizionale" attraverso l'inserimento del monologo interiore e del flusso di coscienza che permette al lettore di conoscere i personaggi attraverso la loro interiorità. Li conosciamo attraverso l'opinione che gli altri hanno di loro o attraverso i loro ricordi, i desideri e i sogni.

Seconda innovazione - Personaggi caratterizzati alla perfezione del punto di vista psicologico
E' una splendida mattina e la signora Dalloway sta organizzando un grande ricevimento nella sua splendida dimora londinese. Pur essendo circondata dalla servitù, decide di andare lei stessa a comprare dei fiori e il lettore la segue tra le vie di Londra, immersa nei suoi pensieri.
La sua esistenza si sfiora appena con il suo alter ego maschile, Septimus, un reduce di guerra fortemente scosso dopo l'esperienza bellica.
Mrs Dalloway e Septimus si contrappongono come la vita si contrappone alla morte.
La signora Dalloway è una donna di cinquant'anni, una ricca londinese che consapevole del fluire del tempo riesce a godersi la vita senza essere per questo una  persona insensibile, anzi dimostrando una grande sensibilità quando la sua festa viene oscurata da una triste notizia... Clarissa si aggrappa alla pienezza di ogni attimo vissuto e lo fa attraverso l'organizzazione di una festa con l'intento di donare un attimo di felicità anche ai suoi amici.
Nonostante la signora Dalloway sia indubbiamente un personaggio molto affascinante, il mio preferito è sicuramente Septimus nel quale secondo me, Virginia Woolf ha proiettato molti aspetti di se stessa soprattutto dal punto di vista della fragilità  psicologica.
Non appena cadi, ripeté Septimus a se medesimo, la natura umana ti salta addosso.
Septimus sente le voci e i terribili ricordi della guerra lo perseguitano. Al suo ritorno dal fronte il governo britannico gli ha donato una medaglia e un buon lavoro, ma dimenticare sembra impossibile.
Trascorre le giornate tra le vie di Londra discutendo animatamente con sua moglie Lucrezia che non sa come aiutarlo.
Anche Virginia Woolf "sentiva le voci" e nella fase finale della sua vita ha combattuto con il demone della sua scrittura fino al drammatico epilogo che l'ha condotta in una mattina del 28 marzo 1941, dopo avere completato la stesura di "Fra gli atti", Virginia uscì una mattina da casa con le tasche della giacca piene di pietre e andò ad annegarsi nel fiume Ouse.

Terza innovazione - L'assenza (o quasi) della trama
Virginia Woolf considerava la trama una "volgarità da giornalisti", quindi se amate i libri dalle trame intricate sappiate che in "Mrs Dalloway" la trama è ridotta all'essenziale, ma l'autrice saprà catturare la vostra attenzione. Io perlomeno non mi sono annoiata affatto, ma ho trovato intrigante il vortice di pensieri dei personaggi principali così come di quelli secondari.

Quarta innovazione - Un romanzo femminile
Virginia Woolf è notoriamente considerata, come afferma il critico letterario Armanda Guiducci, "una scrittrice grande e coraggiosa, giustamente definita la madre spirituale  dell'odierno movimento delle donne colte".
Virginia, grande estimatrice di Jane Austen, si è battuta per i diritti civili delle donne come l'ottenimento del loro diritto di voto e il loro accesso all'Università e alle carriere come quella letteraria che per troppo tempo sono state una prerogativa maschile.
Attraverso il personaggio della signora Dalloway, Virginia senza complessi d'inferiorità descrive lo stato d'animo femminile di una donna probabilmente ispirata a qualche sua amica aristocratica dei quartieri alti londinesi che l'aveva affascinata per la sua elegante disinvoltura.
Portava orecchini, indossava un vestito verde-agenteo da sirena. Inceder sulle onde e squassare le chiome ella sembrava, poichè ancora possedeva questo dono: di essere; di esistere; di cogliere l'attimo fuggente.

Quinta innovazione - Lo scandire del tempo attraverso i rintocchi del Big Ban (che oggi non suona più perchè è in restauro...)
Il romanzo racconta la giornata della signora Dalloway, i preparativi della festa, le persone che incontra, il rapporto con il marito e la figlia, i vecchi amici, tutto viene scandito dal ticchettio implacabile dello scorrere del tempo rappresentato dal Big Ben che è uno dei simboli più amati di Londra.
Lo spiega bene il critico letterario Pietro Meneghelli affermando che "Clarissa Dalloway impara a inseguire la vita fin dentro la morte, a trasformare la certezza della fine in una forma di esaltazione della vita".


Il suono di Big Ben che batteva la mezz'ora echeggiò fra di loro con straordinario vigore, come se un giovanotto robusto, indifferente, inopportuno, agitasse qua e là manubri da ginnasta.






Recensire un classico della letteratura mi sembra un controsenso.
Ciò che si può fare è leggerlo, studiarlo, apprezzarlo e rispettarlo anche quando sembra non piacerci.
Per quanto mi riguarda ho divorato questo libro che mi ha commosso ed emozionato  nonostante, prima di iniziarlo, avessi una gran paura di approcciarmi a leggere qualcosa di questa "gigantessa" chiamata Virginia.
Con questo post anzichè proporvi la mia "classica" recensione, ho voluto approfondire alcuni aspetti che mi avevano colpito particolarmente durante la lettura.
Se siete arrivate a leggere fin qui, non posso che ringraziarvi della pazienza!
Spero che queste mie riflessioni vi abbiano fatto venire voglia di leggere qualcosa della Woolf!
Io di certo continuerò a tuffarmi tra le sue pagine!
Per oggi è tutto!
Il salotto virtuale di Virginia Woolf vi augura una fantastica giornata!
A presto
Mary