domenica 22 aprile 2018

Arsenico & merletti 3 Recensione L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes [Neri Pozza]




Qualcuno voleva ucciderla e quel qualcuno lei lo conosceva.



L'assassinio di Florence Nightingale Shore
  Jessica Fellowes

Neri Pozza | 16 novembre  2017  | 397 pagine | cartaceo 18,00 € | Ebook 9,99€

Serie "I delitti Midford"
#1 L'assassinio di Florence Nightingale Shore
#2 Inedito - uscirà nell'autunno del 2018


È il 1919 e Louisa Cannon sogna di sfuggire a una vita di povertà e, soprattutto, all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti "offrendo" la nipote a uomini di dubbia reputazione. La salvezza di Louisa è un posto di lavoro presso la famiglia Mitford ad Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire. Dopo diverse peripezie Louisa riesce a farsi assumere. Diventerà istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy - una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie. Ma quando un’infermiera - Florence Nightingale Shore, figlioccia della sua celebre omonima - viene assassinata in pieno giorno su un treno in corsa, Louisa e Nancy si troveranno per caso coinvolte nelle indagini del giovane e timidissimo Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra, Brighton & South Coast e nei progetti criminali di un assassino che farà di tutto per mantenere segreta la propria identità… Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di gialli intitolata I delitti Mitford, ambientata negli anni Venti e Trenta con protagoniste le sei "leggendarie" sorelle Mitford.

Il pensiero di Blog Expres

"L'assassinio di Florence Nightingale Shore" di Jessica Fellowes è il primo libro della serie "I delitti Mitford", pubblicato in Italia da Neri Pozza ed arrivato come finalista al Premio Bancarella 2018.
Il libro è ispirato a un fatto di cronaca nera realmente accaduto e rimasto irrisolto: l'infermiera di guerra Florence Nightingale Shore fu davvero aggredita sul treno per Brighton il 12 gennaio 1920 e morì pochi giorni dopo in ospedale.
L'autrice ha fatto un grande lavoro di ricostruzione storica delle indagini attraverso gli articoli di giornale dell'epoca.
Anche le sorelle Midford sono personaggi reali, ma il coinvolgimento nella vicenda è frutto dell'immaginazione dell'autrice. E qui purtroppo sono incappata nella prima delusione... Leggendo sulla quarta di copertina quanto segue "questo è il primo romanzo di una serie di gialli intitolata I delitti Mitford, ambientata negli anni Venti e Trenta con protagoniste le sei "leggendarie" sorelle Mitford", ho ingenuamente pensato che qualcuna delle sorelle avrebbe indossato i panni di un'insolita detective.
Invece nel libro sono tutte bambine tranne la maggiore Nancy Mitford che in realtà sarà una specie di aiutante dei detective che sono Louisa Cannon, l'inserviente della Nursery e Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra, Brighton & South Coast.

martedì 27 marzo 2018

Una stanza tutta per sè #10 Mrs Dalloway di Virginia Woolf


Alcune cose da sapere prima di leggere questo libro





"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Buon giorno carissime lettrici e ben tornate nel salotto virtuale di Virginia Woolf!
Oggi è un giorno speciale, perchè parleremo di uno dei capolavori dell'autrice britannica a cui è ispirata questa rubrica ovvero la nostra amatissima Virginia Woolf!
Per poter apprezzare appieno "Mrs Dalloway" è necessario conoscere alcune cose sull'autrice e anche su quest'opera che altrimenti potrebbe risultare ostica ad un pubblico di lettori poco incline alla letteratura.
Non lasciatevi intimorire e tuffatevi (senza sassi nelle tasche) tra le pagine di  "Mrs Dalloway"!




Trama

Un mercoledì di metà giugno del 1923, Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa, che la sera riunirà nella sua casa una variopinta galleria di personaggi. Tra gli altri: Peter Walsh, l'amante respinto, appena tornato dall'India, e l'amica tanto amata, più di ogni uomo, Sally Seton. Per le strade di Londra passeggia anche Septimus Warren Smith, il deuteragonista del romanzo. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. Clarissa ha cinquant'anni, è ricca. Septimus ne ha appena trenta, è povero e traumatizzato dall'esperienza feroce e violenta della guerra, in cui ha perduto non solo l'amico Evans, ma ogni pace. Eppure i due, senza mai incontrarsi, semplicemente sfiorando gli stessi luoghi, comunicano. Con sapienza straordinaria Virginia Woolf, giunta con questo al suo quarto romanzo, tesse il filo sottile di corrispondenze, echi, emozioni che creano un'opera di grande intensità. Dove un uomo e una donna sconosciuti l'uno all'altra sono accomunati dallo stesso amore e terrore della vita, che li porterà, nell'accettazione (femminile) o nel rifiuto (maschile), ad affermarne comunque l'inestimabile valore.

Il pensiero di Blog Expres

Virginia Woolf è considerata la più grande scrittrice d'avanguardia del Novecento europeo, per tanto quando ci si accinge a leggere una delle sue opere bisogna avere la consapevolezza di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente innovativo per l'epoca.

Prima innovazione - Lo stile narrativo
In Virginia Woolf c'è una rottura con le tecniche narrative del romanzo realistico "tradizionale" attraverso l'inserimento del monologo interiore e del flusso di coscienza che permette al lettore di conoscere i personaggi attraverso la loro interiorità. Li conosciamo attraverso l'opinione che gli altri hanno di loro o attraverso i loro ricordi, i desideri e i sogni.

Seconda innovazione - Personaggi caratterizzati alla perfezione del punto di vista psicologico
E' una splendida mattina e la signora Dalloway sta organizzando un grande ricevimento nella sua splendida dimora londinese. Pur essendo circondata dalla servitù, decide di andare lei stessa a comprare dei fiori e il lettore la segue tra le vie di Londra, immersa nei suoi pensieri.
La sua esistenza si sfiora appena con il suo alter ego maschile, Septimus, un reduce di guerra fortemente scosso dopo l'esperienza bellica.
Mrs Dalloway e Septimus si contrappongono come la vita si contrappone alla morte.
La signora Dalloway è una donna di cinquant'anni, una ricca londinese che consapevole del fluire del tempo riesce a godersi la vita senza essere per questo una  persona insensibile, anzi dimostrando una grande sensibilità quando la sua festa viene oscurata da una triste notizia... Clarissa si aggrappa alla pienezza di ogni attimo vissuto e lo fa attraverso l'organizzazione di una festa con l'intento di donare un attimo di felicità anche ai suoi amici.
Nonostante la signora Dalloway sia indubbiamente un personaggio molto affascinante, il mio preferito è sicuramente Septimus nel quale secondo me, Virginia Woolf ha proiettato molti aspetti di se stessa soprattutto dal punto di vista della fragilità  psicologica.
Non appena cadi, ripeté Septimus a se medesimo, la natura umana ti salta addosso.
Septimus sente le voci e i terribili ricordi della guerra lo perseguitano. Al suo ritorno dal fronte il governo britannico gli ha donato una medaglia e un buon lavoro, ma dimenticare sembra impossibile.
Trascorre le giornate tra le vie di Londra discutendo animatamente con sua moglie Lucrezia che non sa come aiutarlo.
Anche Virginia Woolf "sentiva le voci" e nella fase finale della sua vita ha combattuto con il demone della sua scrittura fino al drammatico epilogo che l'ha condotta in una mattina del 28 marzo 1941, dopo avere completato la stesura di "Fra gli atti", Virginia uscì una mattina da casa con le tasche della giacca piene di pietre e andò ad annegarsi nel fiume Ouse.

Terza innovazione - L'assenza (o quasi) della trama
Virginia Woolf considerava la trama una "volgarità da giornalisti", quindi se amate i libri dalle trame intricate sappiate che in "Mrs Dalloway" la trama è ridotta all'essenziale, ma l'autrice saprà catturare la vostra attenzione. Io perlomeno non mi sono annoiata affatto, ma ho trovato intrigante il vortice di pensieri dei personaggi principali così come di quelli secondari.

Quarta innovazione - Un romanzo femminile
Virginia Woolf è notoriamente considerata, come afferma il critico letterario Armanda Guiducci, "una scrittrice grande e coraggiosa, giustamente definita la madre spirituale  dell'odierno movimento delle donne colte".
Virginia, grande estimatrice di Jane Austen, si è battuta per i diritti civili delle donne come l'ottenimento del loro diritto di voto e il loro accesso all'Università e alle carriere come quella letteraria che per troppo tempo sono state una prerogativa maschile.
Attraverso il personaggio della signora Dalloway, Virginia senza complessi d'inferiorità descrive lo stato d'animo femminile di una donna probabilmente ispirata a qualche sua amica aristocratica dei quartieri alti londinesi che l'aveva affascinata per la sua elegante disinvoltura.
Portava orecchini, indossava un vestito verde-agenteo da sirena. Inceder sulle onde e squassare le chiome ella sembrava, poichè ancora possedeva questo dono: di essere; di esistere; di cogliere l'attimo fuggente.

Quinta innovazione - Lo scandire del tempo attraverso i rintocchi del Big Ban (che oggi non suona più perchè è in restauro...)
Il romanzo racconta la giornata della signora Dalloway, i preparativi della festa, le persone che incontra, il rapporto con il marito e la figlia, i vecchi amici, tutto viene scandito dal ticchettio implacabile dello scorrere del tempo rappresentato dal Big Ben che è uno dei simboli più amati di Londra.
Lo spiega bene il critico letterario Pietro Meneghelli affermando che "Clarissa Dalloway impara a inseguire la vita fin dentro la morte, a trasformare la certezza della fine in una forma di esaltazione della vita".


Il suono di Big Ben che batteva la mezz'ora echeggiò fra di loro con straordinario vigore, come se un giovanotto robusto, indifferente, inopportuno, agitasse qua e là manubri da ginnasta.






Recensire un classico della letteratura mi sembra un controsenso.
Ciò che si può fare è leggerlo, studiarlo, apprezzarlo e rispettarlo anche quando sembra non piacerci.
Per quanto mi riguarda ho divorato questo libro che mi ha commosso ed emozionato  nonostante, prima di iniziarlo, avessi una gran paura di approcciarmi a leggere qualcosa di questa "gigantessa" chiamata Virginia.
Con questo post anzichè proporvi la mia "classica" recensione, ho voluto approfondire alcuni aspetti che mi avevano colpito particolarmente durante la lettura.
Se siete arrivate a leggere fin qui, non posso che ringraziarvi della pazienza!
Spero che queste mie riflessioni vi abbiano fatto venire voglia di leggere qualcosa della Woolf!
Io di certo continuerò a tuffarmi tra le sue pagine!
Per oggi è tutto!
Il salotto virtuale di Virginia Woolf vi augura una fantastica giornata!
A presto
Mary

venerdì 16 marzo 2018

Una stanza tutta per sè #9 Le ore di Michael Cunningham [Bompiani]



"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Buon giorno carissime lettrici e ben tornate nel salotto Virtuale di Virginia Woolf!
Oggi vi parlo di un libro ispirato proprio alla nostra amata Virginia ovvero "Le ore" di Michael Cunningham edito in italia da Bompiani e vincitore del Premio Pulitzer.
Da questo libro è stato tratto anche il famosissimo film "The Hours" diretto da Stephen Daldry con Nicole Kidman, Meryl Streep e Julianne Moore.
Le mie aspettative verso questo libro erano altissime, ma come spesso accade, in parte sono state disattese e nella mia recensione vi spiego perchè...





Le ore
Michael Cunningham

Bompiani | 31 marzo 2016  | 206 pagine | cartaceo 12,00 € | ebook 0,99 €


Trama

Solo la letteratura può restituire un senso alle nostre vite confuse e sghembe. Anzi, la letteratura è il solo specchio dentro cui la vita, riflettendosi, giunge per un momento a dire se stessa. E' l'idea centrale di questo romanzo. Tre donne lo abitano. La prima è una donna famosa, una scrittrice famosa: Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, nel 1941, e poi, a ritroso nel tempo, mentre gioca col dèmone della sua scrittura. Le altre due sono donne che abitano luoghi e tempi diversi. Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi e Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra. Che cosa lega il destino di queste tre donne? All'apparenza poco. Virginia è alle prese con la creazione della sua "Signora Dalloway". E signora Dalloway è il nomignolo che Richard ha inventato per Clarissa. Ed è ancora quel romanzo che Laura porta con sé nella sua fuga breve dal mondo. Ma dietro a questo tema narrativo, quasi la spia di qualcos'altro, un secondo e più nascosto motivo attraversa e annoda il destino delle tre protagoniste. Cunningham fa pensare a un ventriloquo: usa la voce di Virginia Woolf come fosse la sua. Però stranamente è lì dentro che sentiamo risuonare un'eco. E' un'eco inconsueta ma pure familiare: la voce di un vero scrittore.

Il pensiero di Blog Expres

"Le ore" di Michael Cunningham è un libro ispirato a Virginia Woolf e ad uno dei suoi libri più famosi "Mrs Dalloway" attraverso una trama estremamente originale che non a caso gli è valsa il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1999.
La trama si snoda attraverso il punto di vista alternato di tre donne: la prima è la stessa Virginia Woolf nella fase finale della sua vita nel momento del suicidio, la seconda è una donna di cinquanta anni newyorkese che rappresenta la Mrs Dalloway dei nostri giorni e la terza è Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra alle prese con la lettura di "Mrs Dalloway".
Cervellotica, bisessuale ai limiti dell'incesto, alle prese con il demone della scrittura che la condurrà nel tunnel della malattia mentale: questa è l'immagine di Virginia Woolf ricostruita in maniera molto efficace da Michael Cunningham. Forse alcuni aspetti sono un pò esasperati, ma sicuramente il personaggio che emerge è molto credibile e convincente.
Si affretta, via di casa, indosso ha un cappotto troppo pesante per il clima. E' il 1941. E' scoppiata una nuova guerra. Ha lasciato un biglietto per Leonard, e un altro per Vanessa. Cammina con determinazione verso il fiume, sicura di quello che farà...

giovedì 8 marzo 2018

Recensione Uomini che restano di Sara Rattaro [Sperling & Kupfer]





E' la promessa più importante:
io ti proteggerò
qualsiasi cosa accada.





Uomini che restano
 Sara Rattaro

Sperling & Kupfer  | 13 febbraio 2018  | 250 pagine | cartaceo 16,90 € | ebook 9,99 €

Gli altri libri di Sara Rattaro che ho letto e recensito sono:

Niente è come te (la mia recensione QUI)

L'amore addosso (la mia recensione QUI)


All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova. Fosca e Valeria s’incontrano per caso, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che, senza preavviso, ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine.


Il pensiero di Blog Expres

Ormai lo sapete: Sara Rattaro è una delle mie autrici italiane preferite e sono davvero felice di poter pubblicare questa recensione il Giorno della Festa della Donna, perchè "Uomini che restano" è la storia di una grande amicizia tutta al femminile, quella tra Fosca e Valeria, due personaggi straordinari, due eroine del vivere quotidiano che sentiamo vicine come fossero anche nostre amiche o sorelle.
Fosca e Valeria sono coetanee, ma profondamente diverse e si incontrano casualmente sul tetto di un palazzo di Genova nel momento peggiore della loro vita. Nonostante la diversità di situazioni e dolori che stanno vivendo, attraverso una sorta di "affinità elettiva" si ritrovano vicine come se si conoscessero da una vita e per un breve periodo questa amicizia sarà fondamentale per entrambe. Attorno a loro ruotano gli altri affetti composti dai genitori, dagli amici e dai colleghi che cercano in ogni modo di colmare il vuoto che attanaglia le loro vite.
Infatti Fosca e Valeria in effetti qualcosa in comune ce l'hanno: per motivi diversi sono state entrambe abbandonate dai loro partner, ma quando tutto sembra perduto, la vita ritorna prepotente a scuoterle e a donare una nuova speranza e un futuro ancora tutto da costruire.

sabato 3 marzo 2018

Mystery Books #5 Recensione Il cuoco di Harry Kressing [Edizioni E/O]





Dopo qualche giro intorno al fossato, si mise a sedere e guardò il castello. Costruito secondo lo stile gotico, era fatto in pietra di un grigio azzurro e si elevava in forma esagonale a una altezza di circa quattro piani.
Era grandissimo, più o meno duecento stanze; inoltre eccezionalmente ben tenuto.



Il cuoco
Harry Kressing

Edizioni E/O | 27 ottobre 2016  | 254 pagine | cartaceo 16,00 € | Ebook 8,99€


Trama

Dalla notte in cui Conrad arriva a Cobb, niente sarà più lo stesso per gli abitanti della tranquilla cittadina ai piedi del misterioso castello di Prominence. Altissimo, cadaverico, tutto vestito di nero, di lui non si sa quasi nulla. Appena qualche accenno a un passato aristocratico cancellato da un tracollo economico, notizie di amici fra i maggiori notabili della lontana città, e infine la sua professione: cuoco. Appena arrivato prende subito servizio presso la ricca famiglia degli Hill, una delle più antiche del posto, portando con se le ricette migliori (e i coltelli più affilati) per conquistare la loro fiducia. Ma da dove viene? Qual è il suo piano? E perché non si separa mai dal suo coltello preferito? I suoi piatti soddisfano i gusti più esigenti, su questo niente da dire, ma c’è qualcosa di sinistro in lui, di sulfureo. Le sue pietanze non sono solo buone, sono irresistibili. Anzi, di più: sembrano in grado di piegare la volontà anche dei meno golosi. In breve l’intera cittadina verrà soggiogata dalle sue diaboliche arti culinarie, a partire dalle famiglie più importanti, gli Hill e i Vale, dalle cui sorti dipende il destino del maniero di Prominence e dell’intera vallata… Sta per succedere qualcosa nella cittadina di Cobb, qualcosa che i suoi abitanti ricorderanno per molto, molto tempo.



Il pensiero di Blog Expres

Con l'inizio del nuovo anno ho deciso di sfoltire la mia infinita pila di libri da leggere attraverso "il libro del mese" che consiste nel sorteggiare una lettura tra quelle che attendono di essere lette da fin troppo tempo. Bè, a pensarci bene... forse era meglio se "Il cuoco" di Harry Kressing continuava a prendere polvere sullo scaffale...
Infatti credo molto nella lettura come forma di intrattenimento, quindi se un libro non mi diverte, non mi commuove, non mi trasmette emozioni, ha praticamente fallito la sua missione...
Purtroppo per quasi tutta la durata della storia non succede quasi nulla, le pagine scorrono lentamente abbandonando il lettore a soporiferi pensieri...
Il motivo principale che mi aveva spinto ad acquistare questo libro era l'ambientazione. Mi intrigava molto leggere un Mystery ambientato in un castello scozzese chiamato Prominence e la delusione è stata davvero grande quando dopo averlo  visto solo all'esterno all'inizio del libro, il lettore vi farà ritorno solo alla fine... Sono rimasta molto perplessa, perchè leggendo la trama avevo inteso che tutte le vicende si sarebbero svolte lì e invece... Sono sicura che la narrazione sarebbe stata molto più inquietante e intrigante se l'autore avesse saputo sfruttare al meglio la location del castello...

sabato 24 febbraio 2018

Fairy Tales Library #3 Recensione Olga di carta. Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone [Salani Editore]




"Fairy Tales Library" è una rubrica inventata da Blog Expres, dedicata ai libri per bambini e ai Middle Grade.



Quando qualcuno che amiamo, o qualcosa a cui temiamo, se ne va per non tornare oppure si perde per sempre, dentro di noi si crea un grande spazio vuoto e quel vuoto è buio come il fondo di un pozzo. Ed è gelido. E qualche volta anche così vasto che sembra d'essere fatti solo di un buio gelido e vuoto.
Però non è proprio così, giusto?





Olga di carta. Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone

Salani Editore | 06 novembre 2017  | 215 pagine | cartaceo 14,90 € |


Serie Olga di Carta
#2. Olga di carta. Jum fatto di buio

*Ringrazio la casa editrice Salani per avermi inviato una copia del libro in cambio di un'onesta opinione*


È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.


Il pensiero di Blog Expres

"Jum fatto di buio" è il secondo libro della serie dedicata ad "Olga di carta", la straordinaria bambina letteraria nata dalla penna di Elisabetta Gnone e pubblicata in Italia da Salani Editore.
E' stato bello ritornare nel villaggio di Balicò, incontrare di nuovo Olga e ascoltare i suoi racconti. Tra luci ed ombre, lacrime e risate questa volta Olga ci insegna a non avere paura del buio.
Infatti in giro per il mondo c'è un mostriciattolo chiamato Jum che si nutre delle lacrime delle persone e le più succulente sembrano essere quelle versate da chi ha perso qualcosa o qualcuno di caro...
Con estrema delicatezza Elisabetta Gnone in questo nuovo libro affronta il tema della perdita che può essere un lutto, ma anche la perdita del proprio animale domestico oppure semplicemente la scomparsa di qualcosa a cui si è affezionati...
... Ho scoperto che ogni vuoto che si crea è uno spazio nuovo che attende d'essere riempito, e che buio è una parola singolare, i "bui" non esistono.
L'antidoto a tale tristezza e al famigerato Jum sono le risate che solo gli amici e le persone care possono donare e proprio per questo "Olga di carta. Jum fatto di buio" è un'inno all'amicizia, all'amore e alla felicità rintracciabile nei piccoli gesti quotidiani!
Ogni volta che leggo un libro di Elisabetta Gnone faccio pace con il mondo e con me stessa e mi dispiace sempre tanto quando arrivo all'ultima pagina!
Le piacevano i libri. Anche quelli che le dava da leggere nonna Almida. Se la storia era noiosa, apprezzava l'odore della carta o le illustrazioni o il titolo o le copertine: quelle verde ramarro o rosso melograno, con le scritte in oro.
Così come "Olga di carta. Il viaggio straordinario" anche "Olga di carta. Jum fatto di buio" è curatissimo dal punto di vista grafico con una copertina e una sovraccoperta davvero strepitose e originali. Le illustrazioni che sono parte integrante della narrazione sono molto diverse da quelle coloratissime del primo libro della serie, ma non per questo sono meno curate ed eleganti!
Sono rimasta davvero affascinata dal personaggio della piccola Olga, così saggia e sensibile nonostante la piccola età e amo tantissimo la sua capacità di raccontare storie.
Incontrarla è stato come rivedere la mia compagna di banco delle elementari e quando sono arrivata alla fine del libro e l'ho dovuta salutare, mi è dispiaciuto, ma sono certa che ci rivedremo molto molto presto!
Sia "Olga di carta. Il viaggio straordinario", di cui potete leggere la mia recensione QUI, sia "Olga di carta. Jum fatto di buio" sono libri consigliati a lettori di tutte le età, perchè parlano al cuore e affrontano temi importanti e profondi, donando a tutti qualche perla di saggezza o spunti su cui riflettere!
Ciao Olga! Non vedo l'ora di ascoltare la tua prossima storia!

Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene.






L'autrice: Elisabetta Gnone è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. La sua collaborazione con il settimanale Topolino segna l’inizio di una carriera che lega il suo nome ai maggiori successi editoriali della Walt Disney, per la quale nel 2001 crea la serie di fumetti W.I.T.C.H., destinata ad un successo mondiale. Nel 2004 pubblica il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che conquista il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura del suo nuovo romanzo Olga di carta, una storia sull’importanza di raccontare le storie. Un romanzo per i lettori di tutte le età, che affronta il tema della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rende umani.


Post di Maria Milani

venerdì 16 febbraio 2018

Recensione libro Girl in snow di Danya Kukafka [Bompiani]



Ho una teoria, sai. Ogni persona è solo un ammasso di osservazioni e intuizioni. Non si può conoscere nessuno, non davvero. A ogni modo non credo che avresti fatto del male a Lucinda.




Girl in snow
 Danya Kukafka

Bompiani | 01 novembre 2017 | pp. 336 | Cartaceo 18,00€ | Ebook 9,99€

*Ringrazio  la casa editrice Bompiani per avermi inviato una copia Ebook in cambio di un'onesta opinione sul libro*


Trama

Un parco giochi qualsiasi in una cittadina qualsiasi. La neve è caduta avvolgendo tutto in un silenzio ovattato: le case, le strade, i giochi, il corpo senza vita di Lucinda Hayes. Le indagini a Broomsville rivoltano pietre: sotto la superficie immacolata di una piccola comunità si nasconde un brulicare di segreti e bugie destinati a venire alla luce. Per Cameron, sensibile e bizzarro, Lucinda era la luce del sole. Per Jade era la ragazza perfetta che, forse suo malgrado, le aveva portato via tutto. Per Russ è un penoso caso da risolvere al più presto. Ma Russ è legato a Cameron, e questo non fa che offuscare il suo giudizio. Ciascuno ha le sue ragioni per voler scoprire la verità. Che non può essere una sola. Un thriller dal passo classico, serrato e sconvolgente, che esplora le vite della porta accanto.

Il Pensiero di Blog Expres:

Ormai lo sappiamo tutti, non basta che in una storia ci sia un cadavere per far si che essa sia un thriller e io ci rimango sempre male quando penso di avere tra le mani un libro di questo genere e invece mi ritrovo a leggere qualcosa di completamente diverso...
"Girl in snow", il romanzo d'esordio di Danya Kukafka  purtroppo non fa eccezione... E cosi eccomi di fronte alla prima lettura deludente del nuovo anno... Il libro parla del ritrovamento del corpo di un'adolescente di nome Lucinda Hayes attraverso il punto di vista alternato di tre personaggi: Cameron  anche lui adolescente e ossessionato da Lucinda, Jade che a Lucinda invidiava proprio tutto fino ad arrivare ad odiarla e Russ, uno degli agenti di polizia coinvolti nell'indagine.
Lucinda Hayes non la vedeva nemmeno la mia cazzo di faccia. Era inconsapevole. Il mondo è speciale per le ragazze come lei. Era questo che mi bruciava.

mercoledì 31 gennaio 2018

Mystery Books #4 Recensione Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton [Sperling & Kupfer]



Ultimamente vengono a trovarmi spesso i fantasmi di quel passato e mi accorgo con stupore che non mi turbano più di tanto.
Non quanto pensavo. In realtà gli spettri da cui sono scappata per una vita intera sono diventati per me quasi una consolazione, li accolgo con piacere e ne pregusto l'arrivo...





Ritorno a Riverton Manor
Kate Morton

Sperling & Kupfer | nuova ristampa novembre 2017  | 485 pagine | cartaceo 19,90 € | Ebook 7,99€

*Ringrazio la casa editrice Sperling & Kupfer per avermi inviato una copia del romanzo in cambio di un'onesta opinione sul libro*

Trama

L'intima storia di una ricca famiglia inglese nei ruggenti anni Venti riaffiora in un mistero custodito per quasi un secolo.
Riverton Manor, Inghilterra 1924. È la festa di inaugurazione della sontuosa dimora degli Hartford, e il fragore di uno sparo si confonde con i botti dei fuochi d'artificio che illuminano il cielo. Il poeta Robert Hunter giace senza vita nei pressi del laghetto della tenuta, con la pistola ancora fumante in mano. È suicidio? Di sicuro è uno scandalo che scuote fin dalle fondamenta l'aristocratica casata, perché le uniche testimoni del fatto sono le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford. Che da allora non si parleranno mai più.
Inverno 1999. Sono passati più di settant'anni da quella notte di festa segnata dalla tragedia, e la quasi centenaria Grace Bradley, nella casa di riposo in cui trascorre i suoi ultimi giorni, è convinta di essersi lasciata per sempre alle spalle i fantasmi del passato e i tristi ricordi. Ma la giovane regista americana Ursula Ryan, che vuole realizzare un film sulle famose sorelle Hartford e su quel misterioso suicidio, chiede la sua consulenza. Grace, infatti, oltre che testimone di tempi ormai remoti, è stata anche direttamente coinvolta nella vita della famiglia: cameriera personale di Hannah, fin da bambina aveva servito come domestica a Riverton Manor. Dapprima riluttante, accetta poi di collaborare e, dando voce a segreti che credeva per sempre chiusi a chiave nel suo cuore, comincia a rievocare le vicende dei giovani Hartford, destinati a un'esistenza tanto fulgida quanto breve: il promettente David, partito giovanissimo per il fronte e mai più tornato; la sensuale e intelligente Hannah; la gaia e capricciosa Emmeline; e soprattutto l'enigmatico Robert Hunter, del quale entrambe le sorelle erano innamorate...

Il pensiero di Blog Expres

Approfittando della ristampa da parte di Sperling & Kupfer di "Ritorno a Riverton Manor", finalmente mi sono decisa a leggere qualcosa di Kate Morton, autrice australiana di cui avevo letto solo ottime recensioni.
Come mai io abbia aspettato così tanto tempo a leggere qualcosa di suo è un mistero davvero grande, perchè la Morton mi ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per essere una delle mie autrici preferite!
"Ritorno a Riverton Manor" è stata una lettura impegnativa, ma estremamente avvincente e gratificante, forse perchè contiene tre elementi che mi piacciono tantissimo: Mystery, Romanzo gotico e Historical Fiction.
Andiamo con ordine!
Innanzi tutto ho apprezzato tantissimo l'ambientazione storica davvero molto ben documentata! Siamo in Inghilterra nei ruggenti anni Venti nella tenuta di campagna di una nobile famiglia inglese. Il passato viene rievocato dai ricordi di una anziana signora quasi centenaria di nome Grace che al giorno d'oggi racconta la sua vita di cameriera a Riverton Manor e il suo rapporto con la famiglia Hartford, in particolare con Hannah di cui è stata anche cameriera personale.