martedì 16 maggio 2017

Recensione Nel profondo della foresta di Holly Black





Lost in Fantasy e' una rubrica ideata da Blog Expres a cadenza mensile dove si parlerà di anteprime e recensioni di film e libri di genere Fantasy!

       

Vi metterò in guardia per tre volte, di più non mi è permesso.





Nel profondo della foresta
Holly Black

Mondadori | aprile 2017  | 243 pagine | cartaceo 18,00 € | Ebook 9,99€

Autoconclusivo

Nel profondo della foresta c'era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra. Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli... Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città. Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l'hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.

Il pensiero di Blog Expres

Una foresta incantata, creature magiche, incantesimi, spade invincibili e un mostro terribile: Holly Black ritorna alle origini con un romanzo fantasy dalle tinte dark ispirato al folklore irlandese. Ed è proprio questo l'aspetto che ho amato di più di questo romanzo ossia le atmosfere magiche e surreali, i tantissimi riferimenti alle leggende e le innumerevoli creature magiche che popolano la foresta creata da Holly Black.
Tutte le vicende si svolgono in un bosco incantato intorno alla tranquilla cittadina di Fairfold che da secoli convive più o meno pacificamente con le dispettose creature dei boschi...
Numerosi turisti arrivano qui per ammirare l'attrattiva del luogo ovvero una urna di vetro che ospita un ragazzo con le corna in testa e le orecchie affilate come coltelli.
Quando un bel giorno il misterioso ragazzo si sveglierà dall'incantesimo e uscirà dall'urna, la vita dei cittadini di Fairfold non sarà più la stessa...

Tutto il libro ruota intorno al tema della diversità e della normalità... Diciamo pure che a Fairfold di normale c'è ben poco, ma la Black ha saputo declinare molto bene il tema della "stranezza" attraverso i suoi personaggi.
Il primo è il misterioso principe che al suo risveglio creerà molto scompiglio sia tra il Popolo fatato che tra gli umani... Come ogni creatura magica che si rispetti è venerato e temuto e il suo atteggiamento ambiguo si protrae fino alla fine della storia lasciando fino all'ultimo il lettore nel dubbio se sia un personaggio positivo o negativo...
Lo strano per eccellenza, ed è stato in assoluto anche il mio personaggio preferito, è Jack, un ragazzo elfo adottato da una famiglia di umani. Appena nel villaggio iniziano ad avvertire eventi strani e pericolosi, tutta la collettività lo guarda con sospetto come avviene di solito con gli stranieri anche nella nostra società contemporanea che spesso diventano il capro espiatorio di tante spiacevoli situazioni senza che ne siano realmente colpevoli...Anche gli abitanti di Fairfold peccano di razzismo e di pregiudizio...
Poi c'è "l'umano-strano" ovvero Ben, un ragazzo gay con la passione per la musica che però non riesce a realizzare il suo sogno...
Ma la più strana di tutti è sicuramente Hazel, la protagonista femminile verso la quale ho provato fin da subito uno strano sentimento di odio-amore. E' un personaggio talmente ambivalente da avere quasi una doppia personalità, le ho visto commettere tante sciocchezze e poi pentirsi un attimo dopo, ma se c'è una cosa per la quale davvero l'ho odiata è per la sua "sindrome da crocerossina" che le ha messo in testa l'idea di poter salvare il mondo...Mah!
C'era una volta una bambina che aveva giurato che avrebbe salvato il mondo intero, ma si era dimenticata di se stessa...
Diciamo che alla fine del libro mi ci sono riappacificata, ma vi assicuro che più di una volta avrei voluto affogarla in qualche pozzanghera del bosco!!!
Leggendo i ringraziamenti, ho scoperto che la stesura del manoscritto è stata molto sofferta per Holly Black che sostiene di avere faticato molto nel portare avanti la storia...
E' stato un libro difficile da scrivere, perchè cambiava di continuo e cercava di sfuggirmi di mano.
Devo ammettere che durante la lettura, tra le righe si percepisce questa "sofferenza narrativa", o almeno io l'ho sentita, perchè in alcuni momenti la narrazione sembrava davvero prendere mille direzioni pur rimanendo ferma... Le prime cento pagine le ho trovate lente e ho faticato molto ad andare avanti e se non ho abbandonato il libro, e ho fatto davvero bene a terminarlo, è stato solo perchè amo molto questa autrice e ho voluto darle una chance!
Fortunatamente ad un tratto la narrazione si sblocca divenendo molto più scorrevole e avvincente e il finale mi è sembrato davvero geniale!

*** L'oggetto "CULT" che tutti vorrebbero ***
Una noce legata con del fil d'argento

Lo odiava per essersi svegliato ed essere reale e averle rubato i suoi sogni.
Non era più il loro principe.





Post di Maria Milani

Nessun commento:

Posta un commento