domenica 12 febbraio 2017

Recensione Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafòn [Mondadori]




Decisi che la mia sarebbe stata un'esistenza di libri e di silenzio.



Il gioco dell'angelo
Carlos Ruiz Zafòn

Mondadori  | maggio 2008  | 466 pagine | cartaceo 13,00 € | ebook 7,99 €

Serie "Il cimitero dei libri dimenticati"
  #2 Il gioco dell'angelo
       #3 Il prigioniero del cielo
       #4 Il labirinto degli spiriti

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno: diventare uno scrittore. E quando riesce a pubblicare un racconto, il successo arriva. Ma da quel momento la sua vita comincerà per la prima volta a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare l'offerta, fattagli da un misterioso editore, di scrivere un'opera tanto immane quanto rivoluzionaria, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria...
Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, l'autore de L'ombra del vento torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, regalandoci una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la forza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.


Il pensiero di Blog Expres

Misteri, intrighi, morti ammazzati e un velo paranormal: Carlos Ruiz Zafon ancora una volta mi ha lasciato senza parole! Innanzitutto "Il gioco dell'angelo" pur essendo il secondo libro della serie "Il cimitero dei libri dimenticati", non è susseguente dal punto di vista cronologico a "L'ombra del vento" e questo aspetto è fondamentale per non rimanere confusi e perplessi come lo sono stata io mentre leggevo la prima parte del libro! "Il gioco dell'angelo" narra vicende che avvengono prima di quelle narrate ne "L'ombra del vento" con il quale è collegato da pochi, ma fondamentali elementi che non vi dirò per non rovinarvi la sorpresa!
Anche "Il gioco dell'angelo" è un inno alla lettura e all'amore per i libri anche se qui è predominante l'aspetto noir, gotico e paranormale.
La prima domanda che mi sono posta è: cosa si è disposti a fare per realizzare i propri sogni? David è davvero disposto a tutto pur di diventare uno scrittore di successo anche a vendere l'anima al diavolo o a chi per lui!
Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che , se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo a fine giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell'istante, perchè a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.
La sua passione per la scrittura diventa un'ossessione malsana e autodistruttiva: si rinchiude nella "casa della torre in Calle Flassaders" dove trascorre tutto il tempo a scrivere in maniera compulsiva senza mai fermarsi bevendo litri di caffè, fumando sigarette e assumendo sostanze fino ad arrivare ad un tracollo psico-fisico.

Il personaggio più inquietante di tutto il libro è sicuramente Andreas Corelli, un editore ambiguo e diabolico, una presenza ultraterrena che mi ha messo non poca ansia!
Anche in questo caso i personaggi femminili sono i meno riusciti... O almeno non mi hanno colpito particolarmente... Cristina mi è sembrata quel tipo di donna volubile e capricciosa che manda al manicomio gli uomini per le sue scelte assurde e imprevedibili... Isabella è la giovanissima aiutante di David e forse è il personaggio femminile che ho preferito. Anche lei ama la scrittura ed ha un bel carattere ostinato e poi rappresenta un altro tassello di collegamento con "L'ombra del vento"...
Ho trovato "Il gioco dell'angelo" una lettura un pochino meno coinvolgente de "L'ombra del vento", ma l'ho apprezzato comunque tantissimo! Ci sono tutti gli elementi distintivi dello stile di Zafon che ancora una volta ha ordito un groviglio di storie intriganti ponendoci  di fronte a una serie di scatole cinesi tutte da scoprire!
Forse "Il gioco dell'angelo" è ancora più noir e gotico de "L'ombra del vento" con un'aspetto paranormale che proprio non mi aspettavo, ma che comunque ho amato molto!
La città di Barcellona così cupa e misteriosa continua a fare da sfondo alle vicende con i suoi palazzi spettrali, i vicoli abbandonati e un cielo plumbeo che non promette niente di buono...
Come un'abile illusionista con questo secondo libro Zafon incanta e stravolge ogni sicurezza del lettore che rimane con tanti punti irrisolti e alla fine del libro si ha come la vaga sensazione di essersi svegliati da un sogno...
Consigliato a tutti coloro che amano le letture surreali e gli enigmi da risolvere...

*** L'oggetto "CULT" che tutte le fangirl vorrebbero ***
La spilletta a forma di angelo...

Aprii gli occhi. Colonne di pietra spesse come alberi salivano nella penombra verso una volta spoglia. Aghi di luce polverosa cadevano in diagonale e lasciavano intravedere file interminabili di brande. Piccole gocce d'acqua si staccavano dall'alto come lacrime scure che esplodevano risuonando a terra. La penombra odorava di muffa e di umidità.
"Benvenuto in purgatorio".



Con la recensione de "L'ombra del vento" partecipo:
alla Challenge Leggendo SerialMente

Post di Maria Milani

4 commenti:

  1. Appena finisco ciò che ho stabilito di leggere prenderò Zafon ^_^

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  2. Sì ♥ Sarebbe bellissimo avere una spilletta a forma di angelo :) Comunque anche a me è piaciuto molto il romanzo :P E ti assicuro che andando avanti ti aspettano altre sorprese...

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  3. Oh davvero??!! Ormai mi aspetto qualsiasi cosa da Zafòn! Un abbraccio Maria

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