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martedì 27 marzo 2018

Una stanza tutta per sè #10 Mrs Dalloway di Virginia Woolf


Alcune cose da sapere prima di leggere questo libro





"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Buon giorno carissime lettrici e ben tornate nel salotto virtuale di Virginia Woolf!
Oggi è un giorno speciale, perchè parleremo di uno dei capolavori dell'autrice britannica a cui è ispirata questa rubrica ovvero la nostra amatissima Virginia Woolf!
Per poter apprezzare appieno "Mrs Dalloway" è necessario conoscere alcune cose sull'autrice e anche su quest'opera che altrimenti potrebbe risultare ostica ad un pubblico di lettori poco incline alla letteratura.
Non lasciatevi intimorire e tuffatevi (senza sassi nelle tasche) tra le pagine di  "Mrs Dalloway"!




Trama

Un mercoledì di metà giugno del 1923, Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa, che la sera riunirà nella sua casa una variopinta galleria di personaggi. Tra gli altri: Peter Walsh, l'amante respinto, appena tornato dall'India, e l'amica tanto amata, più di ogni uomo, Sally Seton. Per le strade di Londra passeggia anche Septimus Warren Smith, il deuteragonista del romanzo. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. Clarissa ha cinquant'anni, è ricca. Septimus ne ha appena trenta, è povero e traumatizzato dall'esperienza feroce e violenta della guerra, in cui ha perduto non solo l'amico Evans, ma ogni pace. Eppure i due, senza mai incontrarsi, semplicemente sfiorando gli stessi luoghi, comunicano. Con sapienza straordinaria Virginia Woolf, giunta con questo al suo quarto romanzo, tesse il filo sottile di corrispondenze, echi, emozioni che creano un'opera di grande intensità. Dove un uomo e una donna sconosciuti l'uno all'altra sono accomunati dallo stesso amore e terrore della vita, che li porterà, nell'accettazione (femminile) o nel rifiuto (maschile), ad affermarne comunque l'inestimabile valore.

Il pensiero di Blog Expres

Virginia Woolf è considerata la più grande scrittrice d'avanguardia del Novecento europeo, per tanto quando ci si accinge a leggere una delle sue opere bisogna avere la consapevolezza di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente innovativo per l'epoca.

Prima innovazione - Lo stile narrativo
In Virginia Woolf c'è una rottura con le tecniche narrative del romanzo realistico "tradizionale" attraverso l'inserimento del monologo interiore e del flusso di coscienza che permette al lettore di conoscere i personaggi attraverso la loro interiorità. Li conosciamo attraverso l'opinione che gli altri hanno di loro o attraverso i loro ricordi, i desideri e i sogni.

Seconda innovazione - Personaggi caratterizzati alla perfezione del punto di vista psicologico
E' una splendida mattina e la signora Dalloway sta organizzando un grande ricevimento nella sua splendida dimora londinese. Pur essendo circondata dalla servitù, decide di andare lei stessa a comprare dei fiori e il lettore la segue tra le vie di Londra, immersa nei suoi pensieri.
La sua esistenza si sfiora appena con il suo alter ego maschile, Septimus, un reduce di guerra fortemente scosso dopo l'esperienza bellica.
Mrs Dalloway e Septimus si contrappongono come la vita si contrappone alla morte.
La signora Dalloway è una donna di cinquant'anni, una ricca londinese che consapevole del fluire del tempo riesce a godersi la vita senza essere per questo una  persona insensibile, anzi dimostrando una grande sensibilità quando la sua festa viene oscurata da una triste notizia... Clarissa si aggrappa alla pienezza di ogni attimo vissuto e lo fa attraverso l'organizzazione di una festa con l'intento di donare un attimo di felicità anche ai suoi amici.
Nonostante la signora Dalloway sia indubbiamente un personaggio molto affascinante, il mio preferito è sicuramente Septimus nel quale secondo me, Virginia Woolf ha proiettato molti aspetti di se stessa soprattutto dal punto di vista della fragilità  psicologica.
Non appena cadi, ripeté Septimus a se medesimo, la natura umana ti salta addosso.
Septimus sente le voci e i terribili ricordi della guerra lo perseguitano. Al suo ritorno dal fronte il governo britannico gli ha donato una medaglia e un buon lavoro, ma dimenticare sembra impossibile.
Trascorre le giornate tra le vie di Londra discutendo animatamente con sua moglie Lucrezia che non sa come aiutarlo.
Anche Virginia Woolf "sentiva le voci" e nella fase finale della sua vita ha combattuto con il demone della sua scrittura fino al drammatico epilogo che l'ha condotta in una mattina del 28 marzo 1941, dopo avere completato la stesura di "Fra gli atti", Virginia uscì una mattina da casa con le tasche della giacca piene di pietre e andò ad annegarsi nel fiume Ouse.

Terza innovazione - L'assenza (o quasi) della trama
Virginia Woolf considerava la trama una "volgarità da giornalisti", quindi se amate i libri dalle trame intricate sappiate che in "Mrs Dalloway" la trama è ridotta all'essenziale, ma l'autrice saprà catturare la vostra attenzione. Io perlomeno non mi sono annoiata affatto, ma ho trovato intrigante il vortice di pensieri dei personaggi principali così come di quelli secondari.

Quarta innovazione - Un romanzo femminile
Virginia Woolf è notoriamente considerata, come afferma il critico letterario Armanda Guiducci, "una scrittrice grande e coraggiosa, giustamente definita la madre spirituale  dell'odierno movimento delle donne colte".
Virginia, grande estimatrice di Jane Austen, si è battuta per i diritti civili delle donne come l'ottenimento del loro diritto di voto e il loro accesso all'Università e alle carriere come quella letteraria che per troppo tempo sono state una prerogativa maschile.
Attraverso il personaggio della signora Dalloway, Virginia senza complessi d'inferiorità descrive lo stato d'animo femminile di una donna probabilmente ispirata a qualche sua amica aristocratica dei quartieri alti londinesi che l'aveva affascinata per la sua elegante disinvoltura.
Portava orecchini, indossava un vestito verde-agenteo da sirena. Inceder sulle onde e squassare le chiome ella sembrava, poichè ancora possedeva questo dono: di essere; di esistere; di cogliere l'attimo fuggente.

Quinta innovazione - Lo scandire del tempo attraverso i rintocchi del Big Ban (che oggi non suona più perchè è in restauro...)
Il romanzo racconta la giornata della signora Dalloway, i preparativi della festa, le persone che incontra, il rapporto con il marito e la figlia, i vecchi amici, tutto viene scandito dal ticchettio implacabile dello scorrere del tempo rappresentato dal Big Ben che è uno dei simboli più amati di Londra.
Lo spiega bene il critico letterario Pietro Meneghelli affermando che "Clarissa Dalloway impara a inseguire la vita fin dentro la morte, a trasformare la certezza della fine in una forma di esaltazione della vita".


Il suono di Big Ben che batteva la mezz'ora echeggiò fra di loro con straordinario vigore, come se un giovanotto robusto, indifferente, inopportuno, agitasse qua e là manubri da ginnasta.






Recensire un classico della letteratura mi sembra un controsenso.
Ciò che si può fare è leggerlo, studiarlo, apprezzarlo e rispettarlo anche quando sembra non piacerci.
Per quanto mi riguarda ho divorato questo libro che mi ha commosso ed emozionato  nonostante, prima di iniziarlo, avessi una gran paura di approcciarmi a leggere qualcosa di questa "gigantessa" chiamata Virginia.
Con questo post anzichè proporvi la mia "classica" recensione, ho voluto approfondire alcuni aspetti che mi avevano colpito particolarmente durante la lettura.
Se siete arrivate a leggere fin qui, non posso che ringraziarvi della pazienza!
Spero che queste mie riflessioni vi abbiano fatto venire voglia di leggere qualcosa della Woolf!
Io di certo continuerò a tuffarmi tra le sue pagine!
Per oggi è tutto!
Il salotto virtuale di Virginia Woolf vi augura una fantastica giornata!
A presto
Mary

venerdì 16 marzo 2018

Una stanza tutta per sè #9 Le ore di Michael Cunningham [Bompiani]



"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Buon giorno carissime lettrici e ben tornate nel salotto Virtuale di Virginia Woolf!
Oggi vi parlo di un libro ispirato proprio alla nostra amata Virginia ovvero "Le ore" di Michael Cunningham edito in italia da Bompiani e vincitore del Premio Pulitzer.
Da questo libro è stato tratto anche il famosissimo film "The Hours" diretto da Stephen Daldry con Nicole Kidman, Meryl Streep e Julianne Moore.
Le mie aspettative verso questo libro erano altissime, ma come spesso accade, in parte sono state disattese e nella mia recensione vi spiego perchè...





Le ore
Michael Cunningham

Bompiani | 31 marzo 2016  | 206 pagine | cartaceo 12,00 € | ebook 0,99 €


Trama

Solo la letteratura può restituire un senso alle nostre vite confuse e sghembe. Anzi, la letteratura è il solo specchio dentro cui la vita, riflettendosi, giunge per un momento a dire se stessa. E' l'idea centrale di questo romanzo. Tre donne lo abitano. La prima è una donna famosa, una scrittrice famosa: Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, nel 1941, e poi, a ritroso nel tempo, mentre gioca col dèmone della sua scrittura. Le altre due sono donne che abitano luoghi e tempi diversi. Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi e Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra. Che cosa lega il destino di queste tre donne? All'apparenza poco. Virginia è alle prese con la creazione della sua "Signora Dalloway". E signora Dalloway è il nomignolo che Richard ha inventato per Clarissa. Ed è ancora quel romanzo che Laura porta con sé nella sua fuga breve dal mondo. Ma dietro a questo tema narrativo, quasi la spia di qualcos'altro, un secondo e più nascosto motivo attraversa e annoda il destino delle tre protagoniste. Cunningham fa pensare a un ventriloquo: usa la voce di Virginia Woolf come fosse la sua. Però stranamente è lì dentro che sentiamo risuonare un'eco. E' un'eco inconsueta ma pure familiare: la voce di un vero scrittore.

Il pensiero di Blog Expres

"Le ore" di Michael Cunningham è un libro ispirato a Virginia Woolf e ad uno dei suoi libri più famosi "Mrs Dalloway" attraverso una trama estremamente originale che non a caso gli è valsa il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1999.
La trama si snoda attraverso il punto di vista alternato di tre donne: la prima è la stessa Virginia Woolf nella fase finale della sua vita nel momento del suicidio, la seconda è una donna di cinquanta anni newyorkese che rappresenta la Mrs Dalloway dei nostri giorni e la terza è Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra alle prese con la lettura di "Mrs Dalloway".
Cervellotica, bisessuale ai limiti dell'incesto, alle prese con il demone della scrittura che la condurrà nel tunnel della malattia mentale: questa è l'immagine di Virginia Woolf ricostruita in maniera molto efficace da Michael Cunningham. Forse alcuni aspetti sono un pò esasperati, ma sicuramente il personaggio che emerge è molto credibile e convincente.
Si affretta, via di casa, indosso ha un cappotto troppo pesante per il clima. E' il 1941. E' scoppiata una nuova guerra. Ha lasciato un biglietto per Leonard, e un altro per Vanessa. Cammina con determinazione verso il fiume, sicura di quello che farà...

martedì 17 ottobre 2017

Una stanza tutta per sè #8 Il castello Rackrent di Maria Edgeworth [Fazi Editore]



"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.






Il castello Rackrent
 Maria Edgeworth

Fazi Editore | 28 settembre 2017  | 133 pagine | cartaceo 15,00 € | ebook 07,99 €

*Ringrazio la casa editrice Fazi per avermi inviato una copia ebook in cambio di un'onesta opinione sul libro*

Trama
Thady Quirk è il vecchio servitore di un’antica famiglia anglo-irlandese. Nel corso della sua lunga vita trascorsa al castello Rackrent (letteralmente il castello ‘arraffa-affitti’) ha assistito alla progressiva decadenza dei suoi aristocratici padroni: Sir Patrick, che riempie la casa di ospiti e si ubriaca fino alla morte; Sir Murtagh, il suo erede, un “grande avvocato” che rifiuta di pagare i debiti di Sir Patrick “per una questione d’onore”; e Sir Kit, giocatore d’azzardo che alla fine vende la proprietà al figlio di Thady. Generazione dopo generazione, il graduale declino della famiglia diventa la simbolica premonizione dei profondi cambiamenti che investiranno la società irlandese e dei problemi che, a oltre duecento anni di distanza, sono ancora ben lontani dall’essere risolti.
Apparso all’inizio del 1800, anno in cui si compiva l’esautorazione del Parlamento di Dublino e si preparava la strada all’unione tra l’Irlanda e la Gran Bretagna, Il Castello Rackrent ebbe un enorme successo. Politicamente audace, stilisticamente innovativo e incredibilmente piacevole, questo romanzo è una tappa fondamentale della letteratura irlandese e un grande classico da riscoprire.


Il pensiero di Blog Expres

"Il castello Rackrent" ha la particolarità di essere un classico della letteratura irlandese pur essendo scritto nell'Ottocento da un'autrice di origine inglese che ha vissuto in Irlanda e ha saputo cogliere ogni sfumatura della cultura e delle abitudini dell'epoca.
Dopo alcuni anni, la Fazi Editore ripubblica l'opera di Maria Edgeworth con una nuova veste grafica e una copertina molto più suggestiva e accattivante della vecchia edizione con quell'omino ottocentesco un pò scilabo e anonimo...
Si tratta di un monologo di Thady Quirk, il vecchio servitore di un’antica famiglia anglo-irlandese che racconta in tono bonario e accondiscendente le sorti disastrose dei proprietari del castello attraverso una parabola discendente che porterà alla rovina anche il castello stesso.
La proprietà passa in eredità di padre in figlio da Sir Patrick, con il vizio dell'alcol a suo figlio Sir Murtagh, un avvocato "azzeccagarbugli" che dopo la morte del padre si rifiuta di pagarne i debiti fino ad arrivare al peggiore di tutti, Sir Kit, giocatore d’azzardo che alla fine vende la proprietà al figlio di Thady.
"Il castello Rackrent" è un romanzo storico innovativo per l'epoca, perchè la ricostruzione storica avviene attraverso gli aneddoti raccontati da un umile servitore e in filigrana il lettore viene a conoscenza di quella che era la cultura irlandese dell'epoca. Questo è sicuramente l'aspetto che ho apprezzato di più del libro cioè approfondire le usanze e le credenze popolari irlandesi sempre in bilico tra superstizione e verità.

martedì 26 settembre 2017

Una stanza tutta per sè #7 Recensione Gli anni della leggerezza di Elizabeth Jane Howard - Saga dei Cazalet Vol.1 [Fazi Editore]



"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Buon giorno carissime lettrici!
Oggi il salotto di Virginia Woolf riapre i battenti dopo la pausa estiva per parlarvi di un libro che sta avendo un grandissimo successo: "Gli anni della leggerezza", primo volume della amatissima saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard pubblicata in Italia da Fazi editore, i cui libri proprio in questi giorni sono scontati del 25% nelle librerie che hanno aderito all'iniziativa che durerà fino al 15 ottobre!







Gli anni della leggerezza
 Elizabeth Jane Howard

Fazi Editore | 10 settembre 2015  | 606 pagine | cartaceo 18,50 € | ebook 12,99 €

La saga dei Cazalet
#1 Gli anni della leggerezza
#2 Il tempo dell'attesa
#3 Confusione
#4 Allontanarsi
#5 Tutto cambia

Trama

È l'estate del 1937 e la famiglia Cazalet si appresta a riunirsi nella dimora di campagna per trascorrervi le vacanze. È un mondo dalle atmosfere d'altri tempi, quello dei Cazalet, dove tutto avviene secondo rituali precisi e codici che il tempo ha reso immutabili, dove i domestici servono il tè a letto al mattino, e a cena si va in abito da sera. Ma sotto la rigida morale vittoriana, incarnata appieno dai due capostipiti affettuosamente soprannominati il Generale e la Duchessa, si avverte che qualcosa sta cominciando a cambiare. Ed ecco svelata, come attraverso un microscopio, la verità sulle dinamiche di coppia fra i figli e le relative consorti. L'affascinante Edward si concede svariate amanti mentre la moglie Villy si lacera nel sospetto e nella noia; Hugh, che porta ancora i segni della grande guerra, forma con la moglie Sybil una coppia perfetta, salvo il fatto che non abbiano idea l'uno dei desideri dell'altra; Rupert, pittore mancato e vedovo, si è risposato con Zoe, un'attrice bellissima e frivola che fatica a calarsi nei panni della madre di famiglia; infine Rachel, devota alla cura dei genitori, che non si è mai sposata per un motivo ben preciso. E poi ci sono i nipoti, descritti mirabilmente nei loro giochi, nelle loro gelosie e nei loro sogni, in modo sottile e mai condiscendente, dalle ingenuità infantili alle inquietudini adolescenziali. Ma c'è anche il mondo fuori...


Il pensiero di Blog Expres

"Gli anni della leggerezza" è il primo volume della Saga dei Cazalet che ho letto nel mese di settembre insieme con il Gruppo di lettura "Jo's Readers Squad" e i primi di ottobre su Facebook ci sarà una diretta dove tutti i partecipanti commenteranno questa lettura.
Amo molto le saghe familiari soprattutto quelle inglesi e quindi il mio approccio con Elizabeth Jane Howard non poteva che essere più positivo! In questo primo volume l'autrice ci presenta i Cazalet, una numerosa e ricca famiglia inglese composta da ben 17 membri che sono i personaggi principali, ai quali va aggiunta la servitù e una serie di personaggi secondari. Se all'inizio il lettore può rimanere un pò disorientato da questo nutrito ménage familiare, ben presto però, grazie alla prosa scorrevole e lineare dell'autrice, ogni figura assume un volto e un ruolo ben preciso, per cui almeno per quanto mi riguarda sono riuscita senza fatica a seguire tutte le vicende familiari di ciascuno dei Cazalet senza grossi problemi.
"Non importa cosa fai, quello che conta è non spaventare i cavalli", disse. Nel linguaggio segreto dei Cazalet voleva dire stà zitto.

lunedì 24 luglio 2017

Una stanza tutta per sè #6 Tutta colpa di Mr Darcy di Shannon Hale [Piemme]



"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Buon giorno carissime lettrici!
Oggi nel salotto di Virginia Woolf c'è un gran fermento di preparativi per festeggiare un compleanno....
Il mio!!!
Virginia e le altre sono state così carine da organizzarmi una bella festa a sorpresa in perfetto stile British con tè e pasticcini e una favolosa torta Charlotte!!!
Nascosti in un angolino del salotto ho intravisto tanti pacchetti a forma di libro e muoio dalla curiosità di scartarli!!!
Mentre aspettiamo che il tè sia pronto, si apre un piccolo dibattito sul libro della settimana: "Tutta colpa di Mr Darcy" di Shannon Hale! Il gruppetto si divide tra detrattrici e timide entusiaste... Mentre per quanto mi riguarda, vi lascio qui di seguito la mia opinione su un libro carino, ma dal quale mi sarei aspettata qualcosa di piu!
Su una cosa siamo tutte d'accordo:
"E' una verità universalmente riconosciuta che l'amore capiti quando meno te lo aspetti.
Soprattutto se pensavi che potesse esistere solo tra le pagine dei libri.  "







Tutta colpa di Mr Darcy
 Shannon Hale

Piemme | 18 luglio 2017  | 240 pagine | cartaceo 18,50 € | ebook 9,99 €

Austenland Series

#1 Tutta colpa di Mr Darcy
#2 Midnight in Austenland (Inedito in Italia)

*Ringrazio la casa editrice Piemme per avermi inviato una copia ebook in cambio di un'onesta opinione sul libro*

Che cosa distingue una semplice lettrice di Jane Austen da Jane Hayes? Tutto: nella sua testa parole come “orgoglio”, “pregiudizio”, “ragione”, “sentimento” hanno un significato ben diverso da quello del dizionario, e soprattutto, per lei, non c’è nessun uomo al mondo di cui valga la pena innamorarsi. Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy – tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, anche se Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, le sue chance in amore sono regolarmente sabotate dalla sua fissazione platonica. Finché un viaggio la porta dove ha sempre sognato di andare: complice l’eredità di una prozia, Jane parte per Pembrook Park, Inghilterra. L’unico posto dove, tra costumi d’epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti…  Nella villa fuori dal tempo che la accoglie, piena di stanze e servitù, tra personaggi bizzarri che non si fanno problemi a vivere per qualche giorno nel passato, Jane conoscerà un giardiniere belloccio, ma si scontrerà anche con un gentiluomo che si crede un po’ troppo affascinante… E forse vivrà finalmente il sogno più bello. Quello da vivere nella realtà.


Il pensiero di Blog Expres


Dopo dieci anni dalla sua prima pubblicazione, arriva nelle librerie italiane proprio il 18 luglio, ricorrenza del bicentenario della morte di Jane Austen,  "Austenland" con il titolo "Tutta colpa di Mr Darcy" pubblicato da Piemme.
Jane è una giovane donna Newyorkese che sta in fissa per Mr Darcy e per il suo volto televisivi interpretato da fascinoso Colin Firth. Se non avete visto la serie Tv della BBC, vi consiglio di rimediare, perchè è realizzata in maniera molto fedele all'opera e poi c'è Colin Firth  che nei panni di Mr Darcy è veramente notevole *_*
Tornado al libro, Jane incappa puntualmente  in storie  sbagliate commettendo sempre lo stesso errore, finchè un bel giorno una prozia non le lascia in eredità un viaggio ad Austenland, un luogo imprecisato nella campagna inglese, ed ha così la possibilità di vivere come in un romanzo di Jane Austen.
Quel soggiorno non era l’ultimo momento di gloria prima di abbracciare lo zitellaggio, no (e meno male!). Era una terapia d’urto. Martin, se non altro, l’aveva aiutata a capire una cosa: che gli uomini le piace- vano ancora, e tanto, e questo non sarebbe mai cambiato. Doveva solo riavvitarsi la testa in modo da poter vivere con serenità il fatto di essere una donna giovane e carina.

domenica 5 marzo 2017

Una stanza tutta per sè #5 Recensione Notti al circo di Angela Carter


"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Lasciate che vi dica una cosa a proposito di Fevvers, posto che non ve ne siate già accorti da soli: quella ragazza è dotata di una mente filosofica.




Notti al circo
Angela Carter

Fazi Editore | Febbraio 2017  | 480 pagine | cartaceo 17 € | ebook 9,99 €


Fevvers, diversa da tutti i neonati per le poche soffici piccole piume sulle sue scapole, è stata abbandonata appena in fasce, in una via di Londra, nella speranza che qualcuno se ne prenda cura. Raccolta dalla tenutaria di un bordello, ha finito prima per lavorare per lei, in veste di Cupido e poi, cresciutele due ampie e vigorose ali sulla schiena, si è guadagnata da vivere come fenomeno da baraccone. Ma la sua carriera ha una svolta quando comincia a esibirsi come aerialist, volteggiando sui trapezi: tutti impazziscono per lei, a Parigi la chiamano Ange anglaise, Alfred Jarry l’ha inutilmente chiesta in sposa e ora tutta Londra si prostra ai piedi della Donna Alata. Nel 1899 è al culmine della sua carriera, e Jack Walser, 25 anni, californiano dalle poche aspirazioni, giornalista, è nel suo camerino, in una confusione di piume e pizzi, all’Alhambra Music Hall della capitale inglese, per farsi raccontare la sua storia, per cercare di svelarne il mistero, o la mistificazione. La attende un tour che la porterà a Berlino, a Mosca e in Siberia, e Jack Walser, inizialmente scettico e poi soggiogato, e comunque deciso ad andare fino in fondo in quello che spera sarà lo scoop di una vita, sceglie di riciclarsi come clown del circo pur di accompagnarla nella sua tournée.

Il pensiero di Blog Expres

Ho riso talmente tanto da rischiare di farmela sotto! Lo so, non è un'espressione elegante, ma si intona perfettamente con la nostra eroina Fevvers e con lo stile di Angela Carter che mai avrei creduto così divertente, brioso e irriverente!
Nonostante questo aspetto, non bisogna affatto pensare che il libro della Carter sia un romanzo "leggero", tutt'altro! Mi sono ritrovata di fronte a un libro complesso e la lettura si è rivelata più impegnativa del previsto, ma ne è valsa la pena.
La narrazione non è lineare, ma si sviluppa a più livelli o secondo "lo schema delle scatole cinesi" e il romanzo può essere diviso in tre parti. Nella prima, conosciamo Favvers che dopo uno spettacolo viene intervistata da Jack Walser, un giovane giornalista americano.
Nell’ambiguità dello specchio, rivolse al giovane giornalista una vistosa strizzata d’occhio e si strappò con gesto deciso le ciglia finte superstiti.

martedì 21 febbraio 2017

Una stanza tutta per sè #4 Arrivano in Italia i romanzi incompiuti di Charlotte Brontë [Flower-ed]



"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.



Buon giorno lettrici e benvenute nel salottino virtuale di Virginia Woolf!
Oggi si brinda con fiumi di tè al bergamotto e tanti pasticcini, perchè finalmente sono giunti in Italia i quattro romanzi incompiuti di Charlotte Brontë!!!!!
Tutto merito di Flower-ed, una piccola casa editrice italiana che pubblica soprattutto i classici della letteratura e romanzi fantasy e della traduttrice Alessandranna D’Auria che ha riempito di gioia tutte noi amanti della letterata inglese!!!
Di tutti e quattro, quello che mi incuriosisce di più è Emma, perchè si tratta in assoluto dell'ultima storia scritta da Charlotte...
Sono piccoli libri di inestimabile valore che ancora una volta ci fanno sognare ad occhi aperti, quattro storie dal finale "aperto" la cui conclusione è idealmente affidata al lettore che vorrà leggerle!
I libri sono disponibili sia in versione cartacea che digitale su Amazon e sul sito Lulu.



I Moore
Charlotte Brontë

a cura di Alessandranna D’Auria
Flower-ed | Pagine 90
Copertina morbida con rilegatura termica 15,00 € |  Ebook 7,99€  |
13 febbraio 2017

Trama: Di ritorno da Bruxelles per un’esperienza di studio, Charlotte Brontë scrisse Il professore. Era il suo primo vero romanzo. Rifiutato dalla Smith, Elder & Co. perché troppo corto, le fu suggerito di migliorarlo e allungarlo. Di tre tentativi oggi sopravvive solo questo testo che prende il titolo convenzionale di I Moore. Vi ritroviamo i personaggi classici del repertorio di Charlotte: i fratelli in dissidio (John Henry e William) e le signorine frivole a caccia di matrimonio aristocratico. Stavolta sono William Moore e Alicia Wynne a farci sognare un amore faticoso e sacrificato, ma forse, alla fine, semplicemente amore.




Ashworth
Charlotte Brontë

a cura di Alessandranna D’Auria
Flower-ed | Pagine 116
Copertina morbida con rilegatura termica 15,00 € |  Ebook 7,99€  |
23 gennaio 2017

Trama: Nel 1839 Charlotte Brontë dà il suo addio ad Angria, il lunghissimo ciclo di racconti scritto durante tutta l’infanzia e parte dell’adolescenza. Dopo anni trascorsi a scrivere per il puro gusto di farlo, è ora di fare sul serio, è tempo di scrivere un romanzo da pubblicare. Quel romanzo è Ashworth.
La storia della famiglia Ashworth costituisce un lungo antefatto a quella che sarebbe diventata la travagliata storia d’amore tra Mary Ashworth e Arthur Ripley West, passando per un gioco di corteggiamenti a scapito di Marian Fairburne.
Frutto di una preziosa ricostruzione di fogli sparsi per il mondo, il testo ci consegna, ancora una volta, una storia di uomini dannati e donne frivole, di amori controversi e drammi economici che, alla fine, sono ancora figli di Angria.


giovedì 16 febbraio 2017

Una stanza tutta per sè #3 Recensione Charlotte - La storia della piccola Brontë di Antonella Iuliano


"Una stanza tutta per sè" è una rubrica inventata da Blog Expres, ispirata all'omonimo saggio di Virginia Woolf, dedicata alla letteratura femminile inglese.


Poteva quasi giurare di sentire i personaggi del romanzo che la chiamavano, un coro di voci nella sua testa che le sussurrava di tornare da loro.





Charlotte - La storia della piccola Brontë
 Antonella Iuliano

Genesis Publishing  | 4 dicembre 2016  | 302 pagine | cartaceo 11,60 € | ebook 3,99 €


Sono trascorsi pochi anni dalla fine della guerra nella quale Charlotte Stevens ha perso suo padre. Adesso vive con la madre e l’anziana nonna in un paesino nell’entroterra del Suffolk, in Inghilterra, ma nulla sembra soddisfare il suo animo irrequieto, nessuna vera aspirazione è in grado di farle sognare il domani. I suoi giorni di sedicenne si trascinano monotoni fino a quando, in un tedioso pomeriggio, s’imbatte in un libro, un romanzo destinato a cambiarle la vita per sempre: Cime tempestose di Emily Brontё. L’incontro travolgente con le pagine dell’autrice vissuta un secolo prima accende in lei il desiderio smanioso di emozionarsi ancora e ancora, semplicemente leggendo. Sulle tracce di chi ha scritto la romantica a tetra storia di Heathcliff e Catherine, Charlotte conosce una donna che nel suo elegante salotto custodisce tesori preziosi, i grandi classici della letteratura. Qui fa la “conoscenza” di Charlotte Brontё quando la signora Chloe le affida una copia di Jane Eyre. È l’inizio di un grande amore letterario, di un viaggio senza ritorno, di pomeriggi d’incontri e di letture accompagnate da fumanti tazze di tè che pian piano dissipano le nubi all’orizzonte e portano la ragazza a scoprire la propria vocazione: la scrittura. Ma mentre la donna e la ragazza vivono immerse nella dolce fantasia letteraria, la vita ha già scritto per loro la sua trama.

Il pensiero di Blog Expres

Delicato, emozionante e coinvolgente: non ci sono altri aggettivi per descrivere "Charlotte - La storia della piccola Brontë"!!! Antonella Iuliano è riuscita in poco più di trecento pagine a trasmettere al lettore tutto il suo amore e la passione per la letteratura e soprattutto per le Sorelle Brontë che hanno avuto una grande influenza sul suo modo di essere lettrice e scrittrice! Come Antonella, anche io amo tantissimo le Sorelle Brontë e quindi ho davvero gustato ogni pagina del suo romanzo che non è solo "celebrativo" delle scrittrici inglesi, ma è soprattutto un inno alla lettura! I riferimenti al mondo brontëano sono tantissimi, a partire da Charlotte, il nome della protagonista che rievoca l'autrice di Jane Eyre!!
L’immedesimazione tra la scena del romanzo e la realtà sembrò azzerare il tempo e lo spazio, come se realtà e finzione letteraria si sovrapponessero.
La piccola Brontë creata da Antonella Iuliano è un'adolescente inglese annoiata che non sa cosa vuole fare da grande, perchè non è consapevole delle sue qualità e dei suoi interessi fin quando un giorno si imbatte casualmente nel libro "Cime tempestose" di Emily Brontë e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa! E' una amica della mamma, la signora Chloe, ad iniziarla al mondo della lettura e della scrittura!!! Ho amato molto il rapporto di amicizia e stima reciproca che nasce tra la ragazzina e la donna che diventerà il suo mentore! Chloe aprirà il suo salotto e la sua libreria a Charlotte che proviene da una famiglia umile e non ha la possibilità di accedere ai libri. Mi piacciono molto i romanzi dove il lettore assiste a una crescita dei personaggi e Charlotte compie una vera e propria evoluzione e insieme a lei anche Chloe cambia e si trasforma!