domenica 9 giugno 2013

Il giardino segreto di Adriano


Villa Adriana, Piazza d'Oro. Veduta aerea

Qualche giorno fa ho letto la notizia sensazionale del ritrovamento di un giardino segreto dell'imperatore Adriano nel sito archeologico di Villa Adriana. Sembrerebbe che nei pressi della famosa Piazza d'Oro in una zona abbandonata e tenuta fuori dai percorsi turistici, siano emersi ben 5 edifici sconosciuti di cui non risulta traccia neanche negli studi di Piranesi.  L'unica struttura visibile era un mausoleo di epoca repubblicana, una sorta di padiglione-museo di forma circolare che probabilmente ospitava le opere d'arte collezionate dall'imperatore. Dal padiglione gli scavi hanno portato alla luce una serie di edifici: un tempietto rettangolare, poi un secondo padiglione circolare, un altro tempietto rettangolare e infine un grande edificio a forma di porticato.
Gli scavi sono condotti dall'Università degli Studi di Roma La Sapienza in collaborazione con la Sopraintendenza ai beni archeologici del Lazio ed il progetto e' stato presentato al convegno internazionale  di antichità classica di Merida in Spagna.  
Per comprendere bene il significato e la funzione di questo nuovo complesso architettonico bisognerà attendere l'esito degli scavi che riprenderanno dopo l'estate. Il mistero e il fascino di questi nuovi ritrovamenti archeologici aumenta se si pensa che nei pressi di uno dei padiglioni sono stati rinvenuti frammenti marmorei di una statua colossale forse una Nemesi o forze chissà....potrebbe essere la statua dell'imperatrice Vibia Sabina, la moglie dell'imperatore Adriano...

Post di Maria Milani  

I had a dream...Roma Festival delle Letterature 2013


A Roma i sogni diventano realtà! Per tutti coloro che amano la letteratura l'estate comincia proprio bene con una serie di serate al chiaro di luna per ascoltare: "I had a dream....storie di sogni diventati realtà".
Dall'11 giugno inizia la XII edizione del festival internazionale di Roma Letterature 2013 nella fantastica Basilica di Massenzio al Foro Romano. Il festival affronta il tema del rapporto tra finzione letteraria e realtà, tra sogno e vita concreta, come prende corpo quella sostanza  eterea che chiamiamo sogno.  Il programma e' ricco e interessante, viene voglia di partecipare a tutte le serate, perché ogni volta ci sarà un momento dedicato al racconto di storie italiane di vita, mentre nella seconda parte della serata ci  sarà la lettura di testi inediti da parte di autori della letteratura internazionale come   Jennifer Egan, Scott Hutchins, Emanuele Trevi, Edwidge Danticat, Serena Dandini, Concita De Gregorio, Taiye Selasi, Maram Al-Masri, Farian Sabahi, Simonetta Agnello Hornby, Clara Usón, Chiara Gamberale, Eraldo Affinati, Fulvio Ervas, Alicia Giménez Bartlett, Andrea Bajani, Ko Un, Marek Halter, Bunker Roy, Zadie Smith.  Le testimonianze di vita e i momenti di reading saranno arricchiti e valorizzati da immagini fotografiche, video e musica dal vivo. 
Eduard St Aubyn, autore della celebre saga  I Melrose inaugurerà la serata di apertura dell' 11 giugno con il tema "Lettere  dalla terra" e particolarmente invitante sarà la serata conclusiva del festival il 03 luglio con la presenza di Roberto Saviano che affronterà il tema  "In medias res": un titolo intrigante che ricorda l'espressione latina "nel mezzo delle cose" e che lascia immaginare che il racconto di Saviano sarà particolarmente avvincente, senza tanti preamboli condurrà gli spettatori nel vivo della sua storia!


Basilica di Massenzio
La curiosità:
La Basilica di Massenzio, location del Festival Letterature 2013, è uno dei più grandi edifici della Roma imperiale, iniziata  da Massenzio nei primi anni del IV secolo e terminata dal suo più grande nemico: l'imperatore Costantino.
Anche la Basilica di Massenzio, come ogni altra basilica civile, era un edificio pubblico, spesso in comunicazione con il foro e nell'antica Roma veniva utilizzato come luogo coperto soprattutto per trattare gli affari, sanare le controversie ed amministrare la giustizia. Essa assolveva a quelle funzioni che durante la bella stagione si svolgevano all'aperto nel foro e che in caso di condizioni avverse avevano luogo al riparo della basilica.
La funzione della basilica mutò quando i Cristiani si trovarono a dover scegliere un luogo adatto al loro culto, in seguito all'Editto di Milano 313 d.C. dell'imperatore Costantino. 
L'edificio presentava tre navate, quella centrale era più grande e alta rispetto alle due laterali di uguale dimensione ed era abbellita da alte colonne di marmo proconnesio sfortunatamente andate perse ad eccezione di una che venne posta nel 1613 nella Piazza di Santa Maria Maggiore. 
Nell'abside venne collocata una statua colossale, alta 12 metri, del tipo detto acròlito, cioè con le sole parti scoperte, testa, braccia e gambe, in marmo ed il resto probabilmente in bronzo dorato. La statua, la cui testa  misura 2,60 m e il piede 2 m, raffigurava in origine lo stesso Massenzio e in seguito venne rilavorata con i tratti di Costantino. Alcune parti marmoree superstiti furono scoperte nel 1487 e sono ora nel cortile del palazzo dei Conservatori sul Campidoglio (Musei Capitolini).

Letterature 2013
Festival internazionale di Roma - XII edizione
Dall'11 giugno al 03 luglio 2013
Basilica di Massenzio, Foro Romano 
Clivo di Venere Felice (Via del Fori Imperiali)

Post di Maria Milani





martedì 4 giugno 2013

Alla luce del sole...il sogno di Don Puglisi

Luca Zingaretti interpreta Don Puglisi
Oggi parliamo di coraggio, di dignità e di speranza attraverso la figura di Don Pino Puglisi, un personaggio scomodo, ucciso  dalla mafia nel 1993. Ora con il processo di beatificazione avvenuto il 25 maggio 2013 a Palermo tutto il mondo può conoscere la storia di un eroe italiano che per troppo tempo e' rimasta nell'ombra. 
Don Puglisi  diventa parroco della parrocchia di Brancaccio, un quartiere povero di Palermo controllato dalla mafia e abbandonato dalle istituzioni. Il sacerdote siciliano capisce fin da subito che per strappare le persone alla mafia e' necessario un cambio di mentalità cioè quella conversione di vita che viene annunciata con forza nel Vangelo di Cristo. Don Puglisi ha insegnato alla gente che chi conduce una vita onesta  può e deve camminare a testa alta! 

Una scena del film  Alla luce del sole
Questo personaggio rivoluzionario e' stato magistralmente interpretato da Luca Zingaretti nel film Alla luce del sole  diretto da Roberto Faenza. Luca Zingaretti ha rappresentato senza banalità e sentimentalismi un personaggio complesso come quello di Puglisi alternando momenti di ironia, come quando avvicina i bambini di strada, con la  drammaticità di alcune scene come il momento in cui viene picchiato in sagrestia da alcuni mafiosi.
Luca Zingaretti ha reso bene l'ostinazione del sacerdote che decide di portare avanti la processione anche se  ciò "disturba" i "Mafia Party" in onore del Santo Patrono....
Don Puglisi e' sempre stato aperto al dialogo anche con gli stessi uomini della mafia, li ha spesso invitati in Chiesa, li ha aspettati e alla fine loro sono arrivati...proprio il giorno del suo compleanno e lo hanno ucciso sparandogli per strada.
Don Puglisi  ha fatto capire alla gente che la mafia faceva passare come privilegi quelli che invece sono i diritti dei cittadini, come avere un certificato di residenza, un lampione acceso sotto casa o un allaccio in fogna. La parrocchia di Brancaccio per la prima volta aveva riempito un vuoto istituzionale aiutando gratuitamente le persone a far valere i propri diritti, rosicchiando alla mafia il potere di essere un punto di riferimento per le persone.
Beato Don Puglisi che ha detto si alla Vita e grazie anche al suo esempio molte persone ogni giorno decidono  di camminare alla luce del sole!

Il Trailer:

Post di Maria Milani


mercoledì 29 maggio 2013

Un caffe' con Keith Haring




URBAN LIFE #9

Il primo caffè della giornata lo bevo nella mia mitica tazzina di Keith Haring, quella con il cane che balla, che conservo gelosamente da quando ho scoperto che Keith  Haring e' un grande artista della Pop-Art!
Le linee decise, i colori accesi e i simboli che utilizza rendono il suo stile  originale, di grande impatto visivo e soprattutto "accessibile a tutti".
Dietro l'apparente leggerezza delle sue opere così divertenti e facili da comprendere c'e' l'intenzione di comunicare a tutti un messaggio più profondo su temi come giustizia sociale,libertà individuale e cambiamento. Le sue opere sono una denuncia contro il razzismo, l'omofobia, il capitalismo, il fondamentalismo religioso e attraverso i suoi  lavori ha contribuito a mantenere acceso l'interesse su temi come l'Aids, malattia che lo ha condotto alla morte all'eta' di 31 anni.
Dal 19 aprile al 18 agosto 2013 Parigi dedica all'artista americano una doppia mostra "The Political Line" al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (MAM) e alla galleria Centquatre (104) dove saranno esposte 250 opere tra graffiti, dipinti, sculture e lavori in larga scala (come le tavole dei 10 comandamenti esposte al 104) provenienti da ogni parte del mondo per ri-scoprire la profondita' della Pop Art. 

 Un artista pieno di contraddizioni, Keith Haring, che critica il capitalismo e poi attraverso il suo negozio newyorkese "The Pop Shop" aperto nel 1986 vende i gadget che riproducono i suoi disegni e che lo hanno reso celebre in tutto il mondo! 
Keith Haring e' anche un grande comunicatore e lo e' stato fin dall'inizio negli anni 80 quando con i suoi graffiti  colorava le strade di New York e poi scendeva nella metropolitana e di nascosto con il gesso bianco disegnava sul fondo nero degli spazi pubblicitari inutilizzati  dando vita ai suoi mitici "subway drawings".
I lavori di Kaith Haring sono arte che si trasforma in prodotto di massa, che poi diventa oggetto cult per poi ritornare ad essere nuovamente Arte.
Ora bevo il mio caffe'......prima che diventi freddo!

Keith Haring
The Political Line
Dal 19 aprile al 18 agosto 2013
Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris
11 avenue du Président Wilson
75116 Paris
www.mam.paris.fr 


Post di Maria Milani

venerdì 24 maggio 2013

La forza della fotografia



FOTOMONTANDO #2
La fotografia di guerra tra artificio e realtà

Oggi parliamo di Paul Hansen fotoreporter svedese del quotidiano Dagens Nyheter  vincitore del World Press Photo 2013, uno dei più importanti riconoscimenti nell'ambito del fotogiornalismo. 
Lo scatto e' stato al centro di numerose polemiche circa il presunto uso eccessivo di Photoshop e di un acceso dibattito su internet circa la legittimità del fotoritocco nel fotogiornalismo. L'immagine shock mostra il funerale di due fratellini rimasti uccisi in un bombardamento sulla striscia di Gaza, dove l'alterazione del colore per alcuni ha reso l'immagine plastificata  e quindi finta in quanto poco naturale, per altri la resa cromatica ha accentuato la drammaticità e la teatralità dell'immagine. Forse in questo caso ci si deve interrogare non tanto se sia lecito l'uso di Photoshop, ma se sia giusto spettacolarizzare il dolore degli altri. 
Con internet e con le tecnologie digitali diventa sempre più sottile il confine tra  realtà e finzione e il divario tra testimonianza e spettacolarizzazione si riduce sempre di più.
Se una foto scatena dibattiti e fa riflettere non solo per come e' stata realizzata, anche per ciò che rappresenta e denuncia, allora Paul Hansen ha veramente centrato l'obiettivo e la sua foto merita di essere vista dal vivo senza la mediazione del monitor del computer, senza i titoli e le didascalie che influenzano e disturbano l'occhio dello spettatore...c'e' tempo fino al 26 maggio 2013 al Museo di Roma In Trastevere.

A questo proposito vi segnalo il libro della scrittrice americana Susan Sontag Davanti al dolore degli altri ( 2003 Mondadori ).  Un libro che fa riflettere sulla spettacolarizzazione della guerra, sul ruolo del fotografo nell'influenzare la percezione della realtà e sul voyeurismo di spettatori sempre più affamati di immagini forti.

World Press Photo 2013
Museo di Roma in Trastevere 
Piazza Sant'Egidio 1/b
Roma

Tel. 065816563

Post di Maria Milani

mercoledì 22 maggio 2013

Una notte al MAXXI

Museo MAXXI
Atmosfera da Blade Runner, la sensazione di entrare in un'astronave piena d'arte e affollatissima di Visitors: questa e' stata la mia serata al Museo MAXXI!!!
Sabato 18 maggio in occasione della notte dei musei 2013  e' stato possibile visitare in orario serale con accesso libero e gratuito i musei di Roma Capitale, tra cui il mitico MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Architettura, innovazione, energia, fotografia, plastici futuristi, forme geometriche e luci metalliche, vetrate mozzafiato e pavimenti trasparenti: questi sono solo alcuni ingredienti di un Museo interdisciplinare.
E' stato possibile accedere a tutte le mostre in corso come 21 progetti per le nuove chiese italiane, le coloratissime tele di Alighiero Boetti a Roma, passando per Fiona Tan. 
La mostra che mi ha colpito di piu' e' Energy. Architettura e reti del petrolio e del post-petrolio: la mostra ricostruisce il rapporto articolato tra energia, architettura e paesaggio. Attraverso l'uso della fotografia e con alcuni studi di architettura, la mostra ricostruisce 60 anni di storia dell'economia  italiana, dai primi Autogrill (invenzione italiana), passando per le pompe di benzina e le autostrade con interessanti proposte per un futuro sempre più eco- sostenibile.


Piano terra
Il MAXXI e' stato realizzato dall'architetto anglo-irachena Zaha Hadid ed in esso convivono due anime: il MAXXI architettura e il MAXXI arte. Si tratta di un museo contemporaneo, dove alla novita' artistica e architettonica viene affiancato un'importante lavoro di archiviazione e documentazione.
Un museo concepito come grande strumento di comunicazione e cassa di risonanza della sperimentazione artistica e culturale.
La struttura e' arricchita anche da un bell'Auditorium che spesso ospita la proiezione di film, la presentazione di progetti o dibattiti culturali di vario tipo.


Fondazione MAXXI
Via Guido Reni, 4/A
Roma

Tel. 06 32810
www.fondazionemaxxi.it

Post e foto di Maria Milani

domenica 12 maggio 2013

L'amore di una mamma

Chagall, Angelo blu
Un angelo  scappò dal paradiso per trascorrere la giornata vagando sulla terra. Al tramonto decise di portarsi via dei ricordi di quella visita. In un giardino c'erano delle rose: colse le  più belle e compose un mazzo da portare in paradiso. 
Un  po'  piu' in la' un bambino sorrideva alla madre. Poiché il sorriso era molto più bello del mazzo di rose, prese anche quello. Stava per ripartire quando vide la mamma che guardava con amore il suo piccolo nella culla. L'amore fluiva come un fiume in piena e l'angelo disse a se stesso:
"L'amore di quella mamma e' la cosa più bella che c' e' sulla terra, perciò prenderò anche quello". Volo' verso il cielo, ma prima di passare i cancelli perlacei, decise di esaminare i ricordi per vedere come si erano conservati durante il viaggio. I fiori erano appassiti, il sorriso del bambino era svanito, ma l'amore della mamma era ancora la' in tutto il suo calore e la sua bellezza. Scarto' i fiori appassiti e il sorriso svanito, chiamo' intorno a se' tutti gli ospiti del cielo e disse: << Ecco l'unica cosa che ho trovato sulla terra e che ha mantenuto la sua bellezza nel viaggio per il paradiso: l'amore di una mamma>>.


Fonte sconosciuta



Post di Maria Milani