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lunedì 20 febbraio 2017

Recensione Il metodo danese per vivere felici. Hygge di Marie Tourell Søderberg [Newton Compton Editori]




La vera intelligenza non sta più nel possedere qualcosa, ma nel sapere qualcosa.
Di conseguenza, in tempi di crisi leggiamo più libri, frequentiamo corsi e partecipiamo a conferenze.





Il metodo danese per vivere felici. Hygge
Marie Tourell Søderberg

Newton Compton Editori  | 19 dicembre 2016  | 234 pagine | cartaceo 10,00 € | ebook 2,99 €

*Ringrazio Newton Compton Editori per avermi inviato una copia cartacea in cambio di un'onesta opinione sul libro*

Lavoro, stress, ansie e preoccupazioni ci fanno perdere di vista le priorità della vita. Siamo sempre tesi e pronti a esplodere ed è facile che a farne le spese siano i nostri cari. I danesi, il popolo più felice del mondo da oltre 40 anni secondo il Rapporto Mondiale della Felicità stilato ogni anno dall’Onu, hanno trovato la soluzione: l’hygge. È una parola quasi intraducibile ma che si potrebbe descrivere come intimità, calore, accoglienza. È la capacità di creare un ambiente che faccia sentire i familiari a proprio agio e li predisponga a momenti di serenità. Questo libro, ricco di fotografie e di idee concrete, vi avvicinerà allo stile di vita danese. Vi aiuterà a rendere la vostra casa confortevole come fosse Natale tutto l’anno. Suggerimenti semplici ed efficaci, come accendere delle candele, cucinare tutti insieme, decorare la casa, spegnere i cellulari e fare un gioco da tavolo, raccontarsi com’è andata la giornata a turno, ed esserci davvero in quel momento e in quel luogo. Il modo più semplice per introdurre l’hygge nella vostra vita ed essere pienamente felici con le persone a voi più care.

Il pensiero di Blog Expres

La ricetta segreta per vivere felici sembrerebbe racchiusa in una piccola parola impronunciabile: Hygge! Ce lo spiega Marie Tourell Søderberg che vive a Copenaghen e nella vita fa l'attrice, nel suo "Metodo danese per vivere felici", un manuale di lifestyle molto divertente dal quale è possibile prendere tanti spunti e idee! Ma cominciamo con ordine!
Cosa significa la parola Hygge?
Il termine ha origine dalla protolingua norvegese antica: hyggja significa pensarsi e sentirsi soddisfatti ed è in relazione con l'idea di trovare rifugio, protezione e sicurezza e di riacquistare le energie e il coraggio.

lunedì 13 febbraio 2017

CHI BEN COMINCIA #108 - Il metodo danese per vivere felici -Hygge di Marie Tourell Søderberg




Chi ben comincia è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri, che Blog Expres ha deciso di adottare.
Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

Le regole della rubrica:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Buon giorno lettori e felice lunedì!!
Come è andato il week end? Per me benissimo visto che oltre ai numerosi impegni familiari sono anche riuscita a ritagliarmi molti momenti per sia per leggere che per aggiornare il blog! Meglio di così non poteva andare!
L'incipit che vi presento oggi appartiene ad un libro molto speciale che ho quasi finito di leggere e che mi ha donato molta positività ed allegria! Sto parlando de "Il metodo danese per vivere felici -Hygge" di Marie Tourell Søderberg pubblicato in Italia da Newton Compton Editori!


leggi QUI la trama


Sono molto hyggelig di conoscervi! E benvenuti nel mondo dell’hygge. Anche se questa parola potrà suonare nuova alle vostre orecchie, sono certa che l’abbiate già sperimentata nella vita. Per farla breve, si tratta di un termine danese che indica l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno. Si pensa che l’hygge sia strettamente connesso all’identità nazionale danese, ma nella sua essenza non è prerogativa esclusiva della Danimarca: è qualcosa di universale. L’hygge è per tutti –chiunque voi siate, dovunque viviate. Mi chiamo Marie Tourell Søderberg, abito a Copenhagen e faccio l’attrice. Come la maggior parte delle persone di questi tempi, a volte finisco per essere assorbita dal lavoro: prove a teatro seguite da un provino per una serie tv, seguito a sua volta da una sessione in studio per doppiare l’ultimo film della Disney –e mi dimentico di concedermi del tempo per lasciarmi andare e permettermi semplicemente di vivere. È in questi momenti che per me diventa cruciale avere l’hygge: passare del tempo hyggelig in famiglia e con gli amici, e momenti hyggelig con me stessa in una casa hyggelig. L’hygge ha molte forme e appare diverso a seconda della persona con cui ne se ne parla. Nel corso del libro conoscerete parecchi danesi che vi spiegheranno come hygg-ano e cosa significhi per loro. Troverete inoltre l’ispirazione per gettare le basi e far sbocciare un ottimo hygge nella vostra vita quotidiana. Molti danesi vedono l’hygge come qualcosa a cui tendere. Una specie di bussola che ci guida verso piccoli momenti che il denaro non può comprare, per scoprire la magia nell’ordinario.



Cosa ne pensate?
A presto amici-ci
per una nuova puntata di Chi ben comincia!
Maria


























venerdì 10 febbraio 2017

What's on my bedside table? #13 Felicità nordica




What's on my bedside table? È una rubrica inventata da Valy del Blog Sparkle from books, che ho deciso di adottare, in cui vi mostrerò quale libro si trova sul mio comodino.




Buon venerdì lettori!
Come ve la passate? La mia settimana è stata lunga e frenetica, ma fortunatamente il tempo dedicato alle letture non ne ha risentito, anzi! Dopo due libri lunghi e impegnativi come "Il gioco dell'angelo" di Zafon e "La compagnia dell'anello" di Tolkien, questa settimana ho scelto due letture molto piacevoli e scorrevoli!

SUL MIO COMODINO C'E'... una copia cartacea de "Il metodo danese per vivere felici. Hygge" di Marie Tourell Søderberg, un libro divertente e istruttivo che mi sta facendo apprezzare il popolo danese donandomi tanti spunti d'ispirazione!

SONO A ... Pagina 130 e mi sta piacendo davvero molto questa filosofia danese di trovare la felicità nelle piccole cose quotidiane! Il libro ha la struttura del manuale, ma non è il classico "polpettone accademico"! E' un volume moderno e curato dal punto di vista grafico ed è arricchito da foto, ricette e poesie che rendono l'esperienza di lettura particolarmente divertente!

SUL MIO COMODINO PERCHE'... Come ormai avrete capito ho un debole per i popoli nordici e devo dire che il titolo mi incuriosiva molto! Inoltre anni fa sono stata a Copenaghen, ma non ho avuto la fortuna di sbirciare dentro a una di quelle favolose case che ho potuto ammirare solo dall'esterno... Così mi piaceva l'idea di un libro che mi spiegasse meglio la cultura danese anche dal punto di vista domestico e della vita quotidiana dandomi la possibilità anche di trarre qualche idea da esportare a casa mia ;)
E così ho scoperto che anche io sono moooolto Hygge :D


giovedì 8 dicembre 2016

Cook a book #2 Shadow Magic & Plum-cake ai frutti di bosco



Pasticci e pasticcini di una cuoca imperfetta



Rubrica semiseria a cadenza casuale, inventata da Blog Expres, contiene la citazione di un libro abbinato ad un dolcetto sfornato da me.
Senza olio di palma :)))
PS. La rubrica è farina del mio sacco, mentre le ricette non sono inventate da me, ma sono quelle universalmente conosciute alle quali posso avere apportato delle piccole modifiche per adattarle ai miei gusti.



Buon giorno lettori!!
Buona festa dell'Immacolata!!! Quale giornata migliore per preparare un buon dolcetto!!!!
Quello che oggi vi propongo è di perderci tra le pagine di un libro fatato gustando un tenero plum-cake ai frutti di bosco!!! Nel mio caso ho apportato qualche modifica alla classica ricetta del "plum-cake all'inglese" sostituendo l'uva sultanina e la frutta candita, che non amo molto, con i frutti di bosco (more, lamponi e mirtilli :P)!!! Il risultato finale è stato molto soddisfacente!
Il libro che mi a ispirato questa ricetta è stato Shadow Magic di Joshua Khan, di cui vi lascio un estratto!




Arrivò altro cibo: torta calda di mele e lamponi ricoperta da uno strato di crema pasticcera e con una base di pasta più spessa del suo pollice. Thorn vi affondò il cucchiaio e seguì con gli occhi il vapore che si sollevò dal ripieno prima di infilarsene in bocca un pezzo enorme. Scottava, ma non gli importava.





Vi lascio qualche scatto delle mie creazioni e vi auguro una buona giornata!!!

domenica 20 novembre 2016

Bookish Obsession #2 Book Ispired Candles





Stationery, gadget, box and everything aroung books world



Good morning readers!!!
Oggi ritorna "Bookish Obsession", una delle rubriche che mi diverto di più a preparare!!! Si tratta di uno spazio dedicato a tutto ciò che ruota intorno alle mie esperienze di lettura e al mondo dei libri come i gadget libreschi, la cancelleria che uso per scrivere le mie recensioni, le agende e i block notes!!!
Nel post precedente vi parlavo della mia grande passione per il tè e se ve la siete persa... La potete recuperare QUI.

La puntata di oggi è dedicata alle candele !!!

Ma non candele qualunque!!! Noooo! Oggi vi parlo di candele ispirate al mondo dei libri! Purtroppo nei negozi italiani ancora non si trovano facilmente, ma si possono acquistare su internet e ce ne sono davvero per tutti i gusti! Io le adoro! Bè, diciamo che amo le candele in generale e ne ho casa piena :))) ma quelle ispirate al mondo libresco sono diventate la mia attuale ossessione :P



Molte sono create per gli amanti del Fantasy. Tra le più carine ci sono quelle con la scatolina di metallo come quelle di "Novellyyours"!! E' un marchio americano che fa candele ispirate ai principali Fantasy, ma anche al mondo Disney. Le candele ci sono in varie misure e grandezze e sono disponibili in tanti colori pastello che mi piacciono da morire!!! Le etichette sono splendide e secondo me sono anche molto profumate *-* Si trovano su Etsy a questo link





Un altro genere di candela che a me piace molto è quella con la giara di vetro e il coperchio di metallo. Quelle di "The melting library" hanno delle etichette coloratissime che stanno molto bene su una candela dal colore classico come il bianco, il panna o il nero.  Anche questo è un marchio americano e ci sono di varie misure! Date un'occhiata al loro sito internet QUI



sabato 22 ottobre 2016

Bookish Obsession #1 Quando tea e letteratura si incontrano nasce... [Novelteatins]




Stationery, gadget, box and everything aroung books world



Good morning readers!!!
Finalmente viene alla luce una rubrica che volevo inaugurare da tantissimo tempo!!!! Si chiama  "Bookish Obsession" ed è uno spazio dedicato a tutto ciò che ruota intorno alle mie esperienze di lettura e al mondo dei libri come i gadget libreschi, la cancelleria che uso per scrivere le mie recensioni, le agende e i block notes!!! Sì, lo so che può sembrare un'idea un pò stramba, ma avevo voglia di una serie di post diversi e spero che vi divertirete anche voi a leggerli, almeno la metà di quanto mi sto divertendo io a cercare gli argomenti giusti!!!
La puntata di oggi è dedicata al tea!!!
Io personalmente amo da morire leggere sul divano sorseggiando una bella tazza di tea caldo fumante!!! Sorvoliamo sulla quantità industriale di tazze, tazzine e mug che ci sono in cucina, verso le quali nutro una passione smodata !!!!
Il mio tea preferito è Earl Grey e a questo proposito girovagando su Instagram ho scovato un qualcosa di straordinario che unisce il tea con la passione per la letteratura!
Si chiamano "Novelteatins" e sono dei contenitori di metallo a forma di libro che contengono un certo tipo di tea! La cosa divertente è che il nome del tea e della box di metallo  che lo contiene sono ispirati ai classici della letteratura! Quindi nel mio caso, io che amo appunto il tea al bergamotto sono rimasta a bocca aperta davanti a "The picture of Earl Grey" di Oscar Wilde, ma per esempio, se amate la letteratura russa sono sicura che troverete irresistibile "War and Peach", mentre le fan di Jane Austen rimarranno a bocca aperta di fronte a "Pride and Peppermint"!!!


Se siete curiosi e volete saperne di più potete visitare il profilo Instagram @novelteatins
La pagina Facebook QUI
e il profilo sulla piattaforma Kickstarter QUI



Qual'è il vostro tea preferito???
Cosa ne pensate del progetto di Novelteatins?
Fatemi conoscere la vostra opinione che sono molto curiosa!!!

Auguro a tutti voi uno splendido week end!
A presto 
Maria

domenica 23 marzo 2014

Recensione film Her di Spike Jonze

REVIEW#12

Paese di Produzione: USA
Anno: 2013
Regia: Spike Jonze
Attori: 
Joaquin Phoenix: Theodore Twombly
Amy Adams: Amy
Rooney Mara: Catherine
Genere: Drammatico, fantascienza, romantico

Trama: Los Angeles: Theodore Twombly fa un lavoro molto particolare scrive lettere per conto di altri, dettandole al computer e sta passando un momento difficile a causa del divorzio con Catherine. Spinto dalla curiosità acquista un sistema operativo parlante che sfrutta l'intelligenza artificiale, progettato per adattarsi ed evolversi. Il sistema si chiama "Samantha" e nella versione originale ha la voce affascinante di Scarlett Johansson e di Micaela Ramazzotti nel film in italiano. La voce dell'intelligenza artificiale riempie le sue giornate e il protagonista finisce per innamorarsi... 

Il pensiero di Blog Expres: Se anche voi come me amate i film che lanciano molti spunti di riflessione, allora Her fa al caso vostro. La storia è molto introspettiva dove la psicologia del protagonista Theodore, la sua solitudine e la sua voglia di rinascita, sono rappresentate grandiosamente da  Joaquin Phoenix.
In un futuro non troppo lontano, la comunicazione interpersonale e l'affettività saranno sempre di più mediate dalla tecnologia a tal punto da rendere le persone incapaci di avere rapporti autentici con gli amici, con i parenti  e con il partner. E' quello che accade anche  a Theodore che nella sua solitudine e nella sua paura di instaurare nuovi legami amorosi dopo il fallimento del suo matrimonio, si innamora di un sistema operativo che sembra avere tutti i requisiti della "donna ideale"... Anche la sessualità e le emozioni sono mediate dalla tecnologia e  Samantha guarda il mondo dal taschino della camicia di Theodore, peccato che anche il sistema operativo riservi delle amare sorprese  e il protagonista si troverà a fare i conti con la dura realtà...
La vicenda è ambientata a Los Angeles, divenuta una cyber metropoli i cui abitanti camminano per la strada con l'auricolare, ognuno chiuso in se stesso... Il fatto che ci siano persone che commissionano a Theodore lettere per gli anniversari e i compleanni, fa capire quanto sia difficile esternare i propri sentimenti in un mondo sempre più frenetico e asettico dove anche i rapporti sessuali si consumano via chat... Nonostante tutto la visione di Spike Jonze è priva di pregiudizi e lascia allo spettatore un grandissimo margine di riflessione.
Le inquadrature statiche sul protagonista accrescono l'aspetto introspettivo della narrazione cinematografica tutta incentrata sulla storia d'amore più incredibile del Grande Schermo: quella tra un uomo e una cyber donna!
Un racconto straordinario con un finale che non deluderà le vostre aspettative!
Il film ha ricevuto un premio Oscar come migliore sceneggiatura originale.


Post di Maria Milani

sabato 8 marzo 2014

Festa della donna

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di conoscenza e devono agire gli uni verso gli altri
in spirito di fratellanza.
Dichiarazione Universale dei diritti umani, art.1



Oggi il pensiero di Blog Expres è rivolto a tutte quelle donne 
che si trovano a vivere un momento di difficoltà economica, culturale e spirituale
e alle vittime di ogni forma di violenza fisica e psicologica.


Post di Maria Milani

venerdì 28 febbraio 2014

Siete pronti per la Notte degli Oscar?

Domenica 02 marzo 2014 si festeggerà la 86esima edizione della ceriminia degli Oscar al Dolby Theatre di Los Angeles.
Ecco 10 cose da sapere sulla serata cinematografica più attesa dell'anno!

1.L'Accademy Award of Merit, conosciuto da tutti come Premio Oscar, è il riconoscimento cinematografico più antico: viene assegnato per la prima volta nel 1929 precedendo il Festival di Venezia che ha  inizio nel 1932.
2.I premi vengono conferiti dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un'organizzazione professionale onoraria formata da attori, registi, produttori...
3.La statuetta è è placcata in oro 24 carati, è alta 35 centimetri e ha un valore commerciale di 295 dollari.
4.Il Red Carpet è il tappeto rosso dove le Star fanno il loro ingresso trionfale tra i flash dei fotografi e le urla dei Fans! La Notte degli Oscar è una delle serate più glamour dell'anno dove le celebrities indossano gli abiti degli stilisti più famosi del mondo! Si sfoggiano nuovi fidanzati e/o mariti con la stessa disinvoltura con cui si indossa un collier di Bulgari o la nuova borsa di Fendi...
5.Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re del 2003 diretto da Peter Jackson, Ben-Hur del 1959 diretto da William Wyler e Titanic del 1997 diretto da James Cameron sono i film che hanno ricevuto il maggior numero di Oscar portando a casa 11 statuette.

6.Katharine Hepburn  è l'attrice che ha ricevuto più Oscar, vincendo 4 Oscar, tutti come Migliore attrice protagonista per La gloria del mattino del 1933, Indovina chi viene a cena? del 1967, Il leone d'inverno del 1968 e Sul lago dorato del 1981, ma non è mai stata presente alla cerimonia per ritirare il premio...
7.Jack Nicholson è l'attore che ha vinto più Oscar portando a casa 3 Oscar, di cui 2 vinti come Miglior attore protagonista per Qualcuno volò sul nido del cuculo del 1975 e Qualcosa è cambiato del 1997 e 1 vinto come Miglior attore non protagonista per Voglia di tenerezza del 1983.
8.Federico Fellini è il regista straniero che ha vinto di più: 4 vinti per il miglior film straniero per La strada (1957), Le notti di Cabiria (1958),  8½ (1964), Amarcord (1975) e un Oscar alla carriera nel 1993.
9.Bernardo Bertolucci è l'unico regista italiano ad aver vinto l'Oscar come miglior regista per il film L'ultimo imperatore nel 1988.
10.Marlon Brando ha rifiutato il Premio Oscar vinto nel 1973 per il film Il padrino, in protesta contro le ingiustizie da parte del mondo di Hollywood contro i nativi americani.


Secondo voi quale film, regista, attore o attrice meritano l'Oscar dell'edizione 2014? Noi di Blog Expres abbiamo scelto 4 film che abbiamo visto sul Grande Schermo e che secondo noi sono meritevoli di Vincere! Abbiamo lanciato un piccolo sondaggio che somiglia molto a una scommessa tra amici!
Noi puntiamo su questi film:

* The Wolf of Wall Street
* La Grande Bellezza
* Gravity
* Frozen- Il regno di ghiaccio

Partecipate al sondaggio in alto a sinistra della Home page di Blog Expres!! :) :) 
Votate! Votate! Votate!

...and the Winner is....!!!

Post di Maria Milani
  

sabato 8 febbraio 2014

Con l'arte non si mangia!


Circa una settimana fa il presidente USA Barack Obama in visita a una fabbrica della General Electric a Waukesha, Wisconsin ha esordito così: "Una laurea in storia dell'arte? Meglio un lavoro in fabbrica". Ormai e' ufficiale: con la cultura non si mangia, ma queste affermazioni fanno riflettere 
su quanto siano superficiali e venali i potenti della terra. Certo nella logica del profitto l'arte conta poco, puo' essere addirittura una spesa...questi signori ignorano pero' altre forme di arricchimento come quella culturale e spirituale che sono fondamentali per il raggiungimento della felicita'...
Con la cultura non ci si arricchisce! Noi italiani lo sapevamo già, perché ce lo aveva rivelato il Ministro Tremonti! Queste fantastiche affermazioni non devono essere un escamotage per gettare nell'incuria il patrimonio artistico e culturale che abbiamo ereditato dal passato e che forse neanche meritiamo! Non si puo ' sempre agire secondo la logica del guadagno e lasciare che un sito archeologico come Pompei si sgretoli o ipotizzare di costruire una discarica vicino a un capolavoro come Villa Adriana... Certo, per chi governa fa più comodo avere una popolazione ignorante piuttosto che un popolo istruito e colto...  In una società sana c'e' bisogno della fabbrica cosi come del museo... Forse i potenti della terra non sanno che esiste un settore dell'economia che si chiama industria culturale, termine utilizzato per la prima volta da Max Horkheimer e Theodor W. Adorno, due filosofi appartenenti alla Scuola di Francoforte, in "Dialettica dell'Illuminismo" (1947) per indicare il processo di riduzione della cultura a merce.
Della serie...ci sono cose che non hanno prezzo...poi ovviamente per tutto il resto c'e' Mastercard...
Arte compresa! 

Post di Maria Milani

venerdì 31 gennaio 2014

Vota il libro del mese!



Partecipa al sondaggio di Blog Expres! Vai sulla Home page in alto a destra e vota il libro del mese tra quelli in elenco! Pubblicheremo la recensione del libro che ha ottenuto maggiori preferenze da parte dei lettori e delle lettrici di Blog Expres! 
Be Ispired and express your self!! 

martedì 28 gennaio 2014

Erasmus Effect: Sticks micro asili temporanei

ERASMUS EFFECT #2
Prendendo spunto dai progetti esposti alla mostra Erasmus Effect architetti italiani all'estero, al museo MAXXI di Roma fino al 06/04/2014, oggi parliamo di "Sticks - Smart temporary installation for children's kiosks in series".
Si tratta di micro asili temporanei progettati da Djuric Tardio Architectes in grado di accogliere fino a 12 bambini.
La struttura ricorda il gioco dei bastoncini Shanghai, invece si tratta di asili nido dalla struttura in legno componibile in loco e dotata delle tecnologie più innovative in ambito di sostenibilità e bioclimatica.
Gli Sticks sono concepiti per essere montati lì dove serve, ovvero vicino al posto di lavoro di mamma e papà per poi essere smontati alla fine del percorso scolastico e ricollocati altrove.
Infatti le parti in legno realizzate industrialmente e il resto dei materiali impiegati consentono di allestire un cantiere veloce e pulito che richiede pochi adattamenti reversibili dell’area in cui si installa il progetto. Dopo l’uso iniziale, Sticks può essere ricollocato altrove oppure riutilizzato per svolgere una funzione diversa.
E' un'idea economica e rispettosa dell'ambiente, visto che l'allestimento degli Sticks non è paragonabile alla costruzione di un edificio stabile, ma soprattutto si tratta di un progetto che viene incontro alle reali esigenze delle persone e delle famiglie. 
Il bello dell'Italia all'estero!

2004, Francia
STICKS – Smart Temporary Installation for Children’s Kiosks in Series, Parigi, Francia / Paris, France (2013)
Mirco Tardio è nato in Italia e si è laureato in architettura presso il Politecnico di Milano a metà degli anni ’90, dopo un periodo di studio alla scuola di architettura di Paris-Belleville. Dal 1996 si è spostato stabilmente in Francia e nel 2004 ha fondato uno studio a Parigi insieme a Caroline Djuric. La nascita dello studio corrisponde con la vittoria nel concorso Europan 7. Tra i loro lavori più recenti si segnalano un complesso per 174 appartamenti a Arcueil (2009); 44 appartamenti a Le Mans (2008–11) e una “Eco Neighborhood” a Le Havre (2010). Lo studio sviluppa progetti e ricerche a diverse scale e privilegia le costruzioni in legno e lo sviluppo sostenibile.

Erasmus Effect: architetti italiani all'estero
dal 06/12/2013 al 06/04/2914
a cura di Pippo Ciorra
Fondazione MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni 4/A Roma

Post di Maria Milani


domenica 19 gennaio 2014

Erasmus Effect: architetti italiani all'estero al MAXXI di Roma

Erasmus Effect: un modo elegante ed efficace per definire la fuga di cervelli (giovani e brillanti) all'estero. Erasmus Effect Architetti italiani all’estero e' il titolo della mostra a cura di Pippo Ciorra realizzata dal MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione dal 6 dicembre 2013 al 6 aprile 2014 per raccontare la biografia collettiva di una generazione giovane di architetti troppo spesso costretta a cercare altrove la possibilità di autorealizzarsi. 
La diffusione degli scambi interuniversitari quali il Progetto Erasmus spesso porta i ragazzi a contatto con realtà scientifiche e professionali molto invitanti che danno  maggiori possibilità per raggiungere indipendenza economica, affermazione professionale e realizzazione creativa.
La mostra racconta la realizzazione di progetti di nomi illustri come Lina Bo Bardi che in Brasile ha realizzato il Museo d’Arte di San Paolo o Romaldo Giurgola negli USA e poi in Australia dove ha realizzato il Parlamento a Camberra, ma anche  Centre Georges Pompidou di  Parigi di Renzo Piano e di Richard Rogers e Massimiliano Fuksas con il progetto Maison des Arts, Université Michel de Montaigne, Bordeaux, Francia e "giovani talenti" come Benedetta Tagliabue, attiva a Barcellona da un paio di decenni; i Lot-Ek ed Elisabetta Terragni entrambi a New York, Carlo Ratti a Boston, lo studio LAN a Parigi e molti altri.
L'esposizione, allestita dal prestigioso studio Lot-Ek, si articola lungo un percorso di modelli, disegni, fotografie ed è arricchita da un progetto di video interviste che racconta le storie, le scelte e le ragioni dell’esilio dei nostri architetti ma anche il loro desiderio di tornare in un paese che lo consenta. In queste area della mostra, grazie alla preziosa collaborazione con la trasmissione Giovani Talenti di Sergio Nava (Radio24), si può ascoltare l'esperienza all'estero non solo di architetti, ma anche di ricercatori, scienziati, tecnici che vanno all’estero alla ricerca di possibilità e condizioni di lavoro migliori.

Tante idee innovative che se fossero rimaste in Italia sarebbero morte soffocate nelle briglie della burocrazia, nell'assenza di fondi e nell'incuria... Una mostra non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che sono in cerca di spunti e idee per costruire un futuro migliore, magari proprio "a partire" dall'Italia...





Erasmus Effect: architetti italiani all'estero
dal 06/12/2013 al 06/04/2914
a cura di Pippo Ciorra
Fondazione MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni 4/A Roma


Post di Maria Milani

sabato 18 gennaio 2014

Bambola, a chi?!

Patricia Mendjisky, Bubble Barbie
Se c'è una cosa che mi dà ai nervi è quando ti chiamano "bambola"! Certo si tratta di un appellativo scherzoso che però fa riflettere su un fatto: nel 21esimo secolo le donne ancora vengono considerate sulla base dell'esteriorità e dell'estetica. La bambola poi rappresenta la bellezza di plastica, forse qualcosa di bello esteticamente, ma di terribilmente finto! Stavo pensando a quanto sia sottilmente offensivo dare della bambola a una donna! Come cantava Patty Pravo: "Tu mi fai girar come fossi una bambola...". La bambola la puoi usare quanto vuoi, tanto lei non si lamenta mai... La bambola non ha un'anima, la donna sì! Certamente i canoni della bellezza variano di epoca in epoca e la loro metamorfosi riflette le trasformazioni della società. Palestra, porzioni di cibo da Terzo Mondo, creme miracolo che promettono di snellire, rassodare, tonificare. La magrezza è diventata un imperativo, ma non dobbiamo credere che sia una moda della nostra epoca.
L'ossessione per la magrezza ha radici antiche che risalgono alla fine dell'800. A sostenerlo è Georges Vigarello, autore del libro "Storia della bellezza. Il corpo e l'arte di abbellirsi dal Rinascimento ad oggi". Secondo Vigarello, il cambiamento avviene alla fine dell'800, quando la magrezza si insinua nel mondo della moda e inizia a dettare le sue regole. Nasce così un nuovo canone di bellezza e il fisico della donna, come argilla da plasmare, passa da una linea a "S" alla linea a "I" : il corpo femminile si allunga e le forme si appiattiscono.
Il XX secolo è l'era del culto del corpo e Vigarello ne segue le evoluzioni, dai grandi magazzini dedicati alla moda e alla cosmesi, ai primi concorsi di bellezza, al mito della donna biondo platino.
Negli anni '50 il boom delle maggiorate sembra riportare alla ribalta la donna morbida e formosa, ma si tratta di una moda passeggera. Nel 1960 la magrissima modella Twiggy incarna e impone un modello estetico che durerà fino ai nostri giorni.
Negli anni '90 Eva Herzigovà, testimonial del primo reggiseno Push Up, dimagrisce drasticamente e si parla di anoressia... Sempre in quegli anni scoppia la mania della chirurgia estetica e la donna diventa di plastica.
Con il 21esimo secolo arriva la donna "multitasking", ovvero la società attuale chiama le donne ad essere impeccabili: belle, brave e buone...Madri perfette e allo stesso tempo donne in carriera. Corpo sano e standing curato...Non solo belle, ma anche simpatiche e intelligenti!
Il mondo deve imparare che la donna è preziosa e bella nella sua completezza: corpo, anima e mente. Altro che bambola!

Se ti è piaciuto questo post, potrebbe interessarti anche questo libro:

Titolo: Storia della bellezza. Il corpo e l'arte di abbellirsi dal Rinascimento ad oggi
Autore: Georges Vigarello
Editore: Donzelli
Anno: 2007

Post di Maria Milani